Servizio evangelico per le relazioni con Israele

Comunità Messianica Past. Tony Sperandeo – Israele

Foto Comunità del Pastore Tony Sperandeo

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Comunità Messianica Past. Micky Yaron (Israele)

Video Comunità


Testimonianza del Pastore Micky -  prima parte

Testimonianza del Pastore Micky – seconda parte

Testimonianza del Pastore Micky – terza parte

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NEWSLETTER PRIMAVERA 2011

Matza

Care famiglie ed amici

“poiché, ecco, l’inverno è passato, il tempo delle piogge è finito, se n’è andato; i fiori appaion
sulla terra, il tempo del cantare è giunto, e la voce della tortora si fa udire nelle nostre
contrade.

Queste parole del Cantico dei Cantici descrivono con accuratezza la stagione in cui siamo. La
primavera è venuta in Israele e l’ha avvolta meravigliosamente in ghirlande di erba verde e fiori con
gradevoli brezze. Figurativamente, sentiamo che è il tempo dell’inizio per noi, del respiro e della
crescita, dopo una stagione in cui spesso ci sentiamo esausti e spenti. Ti ringraziamo, Signore, per
l’aiuto che ci hai inviato sine nella casa che nella congregazione.

La primavera è anche tempo di festività, sia bibliche che nazionali ebraiche. La sofferenza che
ricordiamo nel Giorno dell’Olocausto ed il Giorno del ricordo per i soldati d’Israele caduti, portano al
Giorno dell’Indipendenza, giorno di gioia.

Pessach (Pasqua)

Poche settimane or sono abbiamo celebrato Pessach. Viene anche chiamata festa dei pani azzimi.
Perché mangiamo matzot (pani azzimi) durante la settimana di Pessach? Ci
piacerebbe condividere con voi di più sull’aspetto del lievito che è così
centrale in questa festa. Pessach, come tutte le altre feste sante ebraiche punta
al Messia come ombra e per riconoscerLo in esse porta una fresca
consapevolezza dell’opera di salvezza che Egli ha compiuto per noi (Colossesi
2:16-17).

“Per sette giorni mangerete pani azzimi. Fin dal primo giorno toglierete ogni
lievito dalle vostre case; poiché, chiunque mangerà pane lievitato, dal primo
giorno fino al settimo sarà reciso da Israele”. (Eso 12:15-18).

Il lievito nella sua essenza per espandersi incide l’intero impasto e dev’essere rimosso rapidamente
prima che inizi a crescere. Dio comandò al Suo popolo di rimuovere completamente ogni cosa
dell’Egitto che poteva influenzarli. Non si preoccupava che gli egiziani potessero distruggere gli israeliti;
era interessato sulla tendenza del Suo popolo a contaminarsi come risultato della mancanza di
ubbidienza.

Il vostro vantarvi non è buono. Non sapete voi che un po’ di lievito fa lievitare tutta la pasta?
Purificatevi dal vecchio lievito, affinché siate una nuova pasta, come già siete senza lievito. Poiché
anche la nostra pasqua, cioè Cristo, è stata immolata. Celebriamo dunque la festa, non con vecchio
lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità (1Cor. 5:6-
9). Acan portò Israele alla disfatta (Giosuè 7). Secondo il comandamento di Dio, il popolo d’Israele
doveva distruggerlo, per essere purificato dal peccato di disubbidienza che era caduto sul popolo come
intero.

In Israele non mangiamo pane per sette giorni, ma non è abbastanza non mangiare pane. Tutto il pane
dev’essere rimosso dalla casa. Ma, anche questo non basta. Siamo chiamati a bruciare tutto il lievito
rimasto. Lo stesso principio si applica al peccato della nostra vita.

Non basta non peccare; non basta rimuovere il peccato dal cuore, il tempio dello Spirito Santo, in altre
parole, pentirsi dei peccati. Dobbiamo completamente eliminare o “bruciare” la radice del peccato,
perché non possa rispuntare di nuovo. (Ebrei 12:4; Romani 6:6).

Dio disse di non adorare falsi dei con le nazioni nemiche che li circondavano. Andò ancora oltre nel
domandare che il popolo d’Israele non sposasse e si mischiasse coi loro nemici. Infatti, essi dovevano
distruggerli completamente, altrimenti sarebbero stati come spine nel loro fianco (Amalek, ad esempio,
non fu completamente distrutto e ritornò contro il popolo d’Israele nella persona di Haman dopo
secoli).

Quest’anno abbiamo celebrato Pessach in un modo speciale. Ricordandoci del nostro matrimonio, che
avvenne in una grande tenda beduina a sud di Beersheba sette anni fa, abbiamo deciso per una

Igor, e Gena,
suo amico e
guida del
gruppo in
casa.

Battesimo di Igor

Gruppo di recitazione

piccola “Leil haSeder” (=prima notte, inizio della settimana di Pasqua) in un luogo simile nei campi di
Rehovot, una città vicina. Circa 70 persone, membri di Tehilat-Yah, ed alcuni membri delle famiglie
inconvertiti, amici, colleghi di lavoro e vicini. Il luogo è molto piaciuto ai bambini che hanno potuto
camminare intorno e giocare liberamente tra le tende e le stalle degli asini e delle pecore.

La tradizionale Haggada del Seder (storia) include molte letture e canti della Torah e della tradizione
ebraica. Abbiamo desiderato che il significato di Pessach fosse una cosa viva e venisse celebrato in un
modo più personale, poiché abbiamo scelto parecchie persone a condividere gli argomenti come
l’agnello ed il sacrificio, il lievito, l’insegnamento per la nuova generazione, ecc.

La testimonianza di Igor (L’Esodo dalla schiavitù alla libertà) è stata commovente. Ci
ha raccontato della sua vita prima di incontrare Yeshua, una vita piena di legami con
le droghe, il fumo e cattive compagnie delle quali era schiavo. Igor si è pentito dei
peccati e ha ricevuto Yeshua nel suo cuore lo scorso novembre e da allora Dio ha
fatto miracoli nella sua vita. Lo ha liberato dalla catena del fumo lo stesso giorno
della salvezza ed il giorno del suo battesimo, uno Shabbat a metà aprile, quando lo
abbiamo immerso nel mare vicino Rishon, Dio lo ha guarito da un forte dolore alla
mano sinistra di cui aveva sofferto per parecchi mesi. Lode a Dio!

I giovani

Salmo 127:4,5:

Quali le frecce in man d’un prode, tali sono i figliuoli della
giovinezza. Beati coloro che ne hanno il turcasso pieno! Non
saranno confusi quando parleranno coi loro nemici alla porta.

Abbiamo di nuovo riconosciuto quanto è importante investire
sui giovani, permettendogli di divenire ministri accanto a noi e
così aiutarli a stare vicini al Signore in una età della loro vita così difficile. Hanno
scelto di stare col Signore e di impegnare la vita per Lui, per non essere trascinati
via dalle tentazioni che il mondo offre loro e cadere. Come Mosè prese Giosuè
per seguirlo da vicino, così vogliamo permettere ai giovani di far parte del
ministero e della vita della congregazione. Per questa
ragione abbiamo iniziato un gruppo di recitazione. Gli
unici adulti sono Micky, che ama recitare ed
aiuta il gruppo ad andare avanti, ed Ala, che
guida il gruppo. Il loro primo lavoro è stato
durante il Seder. Hanno fatto una breve recita
sulle dieci piaghe. Vogliamo che recitino brevi
lavori correlati alla predicazione di Micky, per
sottolineare il messaggio (un’immagine vale
1000 parole).

Un altro modo di interessarli è tramite l’adorazione. Abbiamo deciso che una
volta al mese, durante il servizio del venerdì sera, servizio con un pasto condiviso, essi prendano parte
all’adorazione con l’aiuto di Zion (guida dell’adorazione e batterista), Sergej
(chitarrista) e Marianne (nelle foto: la loro prima adorazione).

Evangelismo

Siamo usciti con un gruppo di persone per distribuire inviti al film di Yeshua.
Poche persona hanno risposto e il prossimo passo è di dare personalmente
questo DVD alle persone. Più tardi, faremo un sollecito contattandoli,
costruendo rapporti di amicizia, per ulteriori testimonianze e per condividere il
vangelo con loro (evangelismo amichevole). Grazie Signore!

Americani centromeridionali

Nei mesi scorsi, Tehilat-Yah ha sperimentato un punto di svolta relativo alla sua “popolazione”.
Quando quasi sin dal principio la maggioranza delle persone erano di lingua russa, con poche famiglie
israeliane indigene, e qualche europeo, abbiamo avuto un afflusso di persone di lingua spagnola e
portoghese dal centro e sud America. Tutto è cominciato quando G., l’israeliano con un retroscena
ortodosso, ha sposato Batel dal Perù. Dopo è venuta una coppia dal Costarica, poi una madre con la

Pastori che ballano

Micky al riparo dal caldo

figlia dell’Honduras che ha condotto con se un amico brasiliano con la figlia. Alla fine (e speriamo che
continui) abbiamo ricevuto persone dal Guatemala che frequentano i nostri servizi. In un breve
periodo di tempo abbiamo avuto più di 10 persone che si sono aggiunte a noi ed hanno rotto
l’equilibrio della congregazione relativamente alle origini delle sue persone e ci ha fatto divenire una
congregazione internazionale. Amiamo e lodiamo Dio! Abbiamo visto il bisogno di un altro gruppo
per la casa per quelli di lingua spagnola, e il primo incontro del gruppo sarà la prossima settimana.

Discepolato

Alla luce della nostra visione basata sul grande comandamento in Matteo 28:19-20, abbiamo deciso di
lavorare tramite un libro sul discepolato basato su Matteo 5:7 (Il sermone sul monte) in tutti i gruppi di
casa. Il metodo di questo libro sarà diverso dal modo in cui il gruppo è solitamente strutturato; esso
richiederà che tutti siano attivamente coinvolti e che le persone facciano il lavoro in casa di settimana
in settimana. Per divenire discepoli dobbiamo investire e permettere a Dio di operare sul nostro
carattere – questo è la base per l’insegnamento.

Ogni credente non è un discepolo, ma ogni discepolo è un credente. Un discepolo non solo crede nel
vangelo di Yeshua e nel Suo sacrificio per la nostra salvezza – egli offre il Suo corpo e la vita come
sacrificio vivente a Dio (Romani 12:1). Quattro caratteristiche caratterizzano un vero discepolo di
Yeshua: 1. Egli resta nella Parola di Dio (Giovanni 8:30-32). 2. Ama i suoi fratelli e sorelle (Giovanni
13:35). 3. Porta (buon) frutto (Giovanni 15:8). Un vero discepolo non può essere sterile. Se un
credente è senza il frutto dello Spirito, non è un vero discepolo. 4. Porta giornalmente la sua croce
(Luca 14:27).

Fratelli e sorelle di Rishon

Gli scorsi cinque o più anni c’è stato un gruppo di circa 8-10 credenti di lingua russa che si incontrava
nella casa di P. siamo stati amici di P. fin dall’inizio e in parecchie occasioni abbiamo pregato l’uno per
l’altro e per la città di Rishon nel Parco cittadino.

Poco tempo fa, P, che è la guida del gruppo, ha chiaramente sentito che Dio gli chiedeva di unirsi a noi
con la sua famiglia e col gruppo. Ha ubbidito ed ha parlato con noi. P. è una cara persona ed una
guida dotata. Lodiamo Dio per lui e crediamo che P. sarà capace di aiutare Micky e contribuire molto
alla vita della congregazione. Micky vede P. come qualcuno che può aiutarlo ad insegnare a quelli di
lingua russa.

S.A.Y.F (Sedere ai piedi di Yeshua)

di recente, Micky ha partecipato all’ultimo ritiro SAYF dei pastori nel
deserto. Durante questo ritiro, ogni individuo viene
mandato per la sua via nel deserto per sei ore, a
cercare il Signore, stare in comunione con Lui ed
ascoltare la Sua voce. Dopodiché, gli uomini si
scambiano testimonianze, s’incoraggiano e pregano
l’un per l’altro. Durante il tempo di Micky solo col
Signore, ha ricevuto Isaia 41:17-27. Il verso 27 in
ebraico nomina Rishn Letzion…. (la prima volta a
Zion). I fondatori della nostra città hanno preso il
suo nome proprio da quel verso. Come credenti,
vogliamo essere la mano stesa di Dio per portare
buone notizie alle persone della nostra città, Rishon Letzion.

17-20 “I miseri e poveri cercano acqua, e non ve n’è; la loro lingua è secca dalla sete; io, l’Eterno, li
esaudirò; io, l’Iddio d’Israele, non li abbandonerò. Io farò scaturir de’ fiumi sulle nude alture, e delle
fonti in mezzo alle valli; …”

27 “Io pel primo ho detto a Sion: ‘Guardate, eccoli!’ e a Gerusalemme ho
inviato un messo di buone novelle.”

Il primo matrimonio

A metà giugno Micky sposerà la prima coppia della congregazione Tehilat-
Yah, Rotem e Jan. Rotem è stata nella congregazione fin dall’inizio e ci è
molto cara. Ha incontrato Jan, un pilota polacco americano e i due si
sposeranno a giugno. Jan ha vissuto con noi per un tempo e resterà fino al

I costruttori

matrimonio. Siamo benedetti nel conoscerli, di operare tramite un corso matrimoniale e condividere la
loro gioia. L’intera congregazione è benedetta nel testimoniare l’approfondimento della loro amicizia,
mentre si preparano al matrimonio.

Il progetto Nehemia

Nel corso del progetto Nehemia in casa nostra, Kari con il figlio e
lafiglia, assieme ad un gruppo di
sei uomini finlandesi hanno vissuto
con noi per due settimane. Hanno
volontariamente dato il loro tempo
per costruire un luogo di riunioni
multifunzionale per i giovani sotto
il nostro tetto. Kari & Co. (Antti,
Teuvo, Kari, Hannu, Pekka, Fredi,
Juho, Hanna) vi amiamo e vi
ringraziamo dal profondo del
cuore! Hanno lavorato molto e
costruito due piccole stanze, un bagno con doccia, ed un piccolo tinello.
La nostra visione è di offrire il posto per incontri per i giovani, una specie
di ritrovo, dove possano incontrarsi in amicizia ed evangelizzare. Come
potete ricordare, abbiamo anche una piccola piscina nel giardino ed un tavolo da ping-pong.

Nanny Yvonne

Yvonne, la nostra Mary-Poppins inviata da Dio, è arrivata la scorsa settimana, ed ci ha terribilmente
benedetto nel breve tempo che è stata con noi, specialmente Marianne, col suo
dono con i bambini e il suo aiuto nei compiti domestici. Grazie, Yvonne, per
esserti lasciata usare da Dio, e grazie Pastore Chris e Julie, per aver lasciato che
Yvonne ci aiutasse. Possa Dio abbondantemente restituirvi le benedizioni.

Il giorno dell’Indipendenza

A partire da Lunedì sera, Israele ha celebrato il 63° anno di fondazione. Il nostro
amico coreano Edi che ha passato la sera con noi a Tehilat-Yah, ci ha ricordato
“quel giorno” nel futuro, descritto da Zaccaria 12 quando il popolo di Israele
riconoscerà Yeshua, il loro Messia. La ragione per cui noi credenti speriamo nel
Giorno dell’Indipendenza è perché quel giorno verrà e la nostra gioia nel Signore
sarà completa.

Per favore pregate con noi:

-perché possiamo trovare un luogo di riunioni. Il luogo dove siamo ora
sarà venduto entro l’anno, così questa richiesta è molto urgente, e lo
sappiamo, possibile solo con Dio!

-per l’unità tra le persone che vengono da molti diversi paesi

-per il risanamento di matrimoni e famiglie nella congregazione

-per i deboli nella fede.

Abbondanti benedizioni da Rishon Letzion!

Micky, Marianne

e Roi, Lia e Matan

Se sentite nel vostro cuore di sostenere la visione della nostra organizzazione senza scopo di lucro Maim
Haiim Hinam (la nostra comunità ne fa parte), per aiutare i bisognosi o, se volete sostenere la nostra
comunità Tehilah Yah, seguite queste indicazioni:

Bank Leumi leIsrael B.M. / Bank No. 10 / Branch No. 673 Numero del Conto. 125100/95

Indirizzo: 28, Habarzel St., Tel Aviv, Israel. (BIC)Codice SWIFT: LUMIILIT

Titolare del conto: Maim Haiim Hinam non-profit organization IBAN: IL750106730000012510095

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Care famiglie ed amici,

E’ una gioia condividere con voi le benedizioni dei mesi passati. Primo e più importante, Dio ci ha dato il
piccolo Matan (Dono), che è nato il 7 Novembre. È un bimbo dolce, come lo
sono i bambini, e ci da molta gioia. Crescendo, sta cominciando a sorriderci ogni
tanto. Il 1° gennaio lo abbiamo presentato al Signore. Roi adora il suo piccolo
fratellino. Lui è l’aiutante di Marianne ed è anche buono. A Lia piace
“Matani”ogni giorno sempre più, anche se ha impiegato più tempo di suo
fratello. Ricordate che lui ha preso il suo posto come “il bambino”. Lei è
adesso una bambina fatta che inizia a compiere i suoi primi passi con tutti i segni
che ne derivano. Per noi sarà sempre la piccola principessina della casa.

Nel notiziario estivo abbiamo citato la nostra preoccupazione per Roi che stava per iniziare un nuovo asilo
infantile del vicinato. Bene, il ragazzo è decollato ed è proprio cambiato. Gioca ogni giorno con la sua
cerchia di amici all’asilo e se la cava bene con loro. È diventato più aperto e tranquillo, responsabile e
maturo, con un buon senso dell’umore. Questa è una vera gioia ed una risposta alle nostre preghiere.

La prossima settimana, il 12 Gennaio, non celebreremo soltanto il 5° compleanno di Roi, ma
anche i 3 anni da quando abbiamo iniziato la congregazione di Tehilat Yah. La nostra comunità
che è cominciata come gruppo familiare con circa 15 persone in casa di Eduard ed Hyia, è ora cresciuta a circa 80 persone.

Gli inizi. Settembre 2007

Pietre viventi si sono aggiunte…

TEHILAT YAH

La guarigione di Dio!

Nell’ultimo notiziario abbiamo citato una giovane coppia ortodossa, G. e Batel, di Rishon. Dal nostro primo
incontro, sono regolarmente venuti ai nostri incontri settimanali dello Shabbat. Micky ha avuto dei grandiosi
incontri con G. ed ha potuto parlare della sua vita in parecchie occasioni. Marianne si è ben legata con Batel
che è adesso all’ultimo mese di gravidanza. Al momento di diventare una neo-madre e avendo sperimentato
una brutta esperienza nell’infanzia, è spesso ansiosa per il suo bambino e viene da Marianne per essere
consigliata. Circa 3 mesi fa abbiamo iniziato un gruppo casalingo con loro. Presto ci siamo accorti che G.
non è uno che cerca, ma ha avuto una rivelazione di Yeshua nella sua vita e Lo ha invitato nel suo cuore.
Lavorare con loro è una gioia.

Per 2 anni G. ha combattuto con problemi agli occhi, dopo due operazioni al laser non riuscite. Ha sofferto di
secchezza, poi di un’infezione alla palpebra, e un insopportabile dolore, specialmente di notte. Nessun
dottore è stato capace di diagnosticare la fonte del suo dolore. Per 2 anni ha dormito solo 1 ora e ½ per notte.
Ha tanto gridato dal dolore e dallo stress di notte e si è tanto depresso al punto di voler mettere fine alla sua
vita. Ha cercato aiuto da famosi rabbini ebrei, ma non hanno potuto aiutarlo. Quando è giunta la sua
rivelazione del più grande Rabbi – Yeshua – è passato alle opere miracolose di Yeshua, specialmente agli
occhi. Durante la preghiera nella nostra congregazione a Yom Kippur, egli ha ricevuto la parola che talvolta
Dio tarda a rispondere e noi dobbiamo aspettare. Questo è quello che ha fatto. Lo scorso lunedì, durante la
riunione di preghiera (abbiamo deciso di riunire le due comunità di lingua ebraica e russa) tutti abbiamo
pregato per lui, e quella notte lui ha dormito l’intera notte per la prima volta dopo mesi. Il giorno dopo aveva
un appuntamento col medico, ed il dottore gli ha detto: “Non c’è assolutamente alcuna malattia agli occhi”.
G. poteva a stento crederlo ed ha aspettato ancora la prossima notte e la successiva. Il dolore era scomparso
ed aveva potuto dormire. Lo scorso Shabbat ha dato testimonianza della sua guarigione. C’è stata immensa
gioia nell’intera comunità e nuova speranza per altri che ancora attendono la guarigione di Dio. Sia a Dio
tutta la gloria!

Famiglie sane. Il Signore ci ha benedetto con alcune famiglie di nuovi immigranti che si sono uniti alla
nostra comunità durante l’estate. Sono tutti credenti, che hanno servito per anni nelle loro comunità, specie
nell’adorazione. Queste famiglie sono un vero beneficio per noi che abbiamo pregato Dio di portare una
solida base ed una guida potenziale per Tehilat Yah. Egli lo sta compiendo e tutta la gloria vada a Lui.

È sorto un nuovo gruppo casalingo dall’arrivo di questi nuovi membri. Gennadi, la cui guida potenziale è
evidente, sta conducendo il suo gruppo casalingo. Al momento abbiamo 7 gruppi, due in lingua ebraica, 1 in
finlandese e 4 in russo.

Il nostro gruppo di lode trae anche benefici da questi nuovi membri ed è cresciuto in qualità e dimensione,
con due guide piene di doni e due gruppi, con più cantanti ed il pianoforte. Ora che anche Hannu Ana (vedi
sotto) è con noi, Dio sta rispondendo a questa preghiera, anche se è solo temporanea.

Stiamo per iniziare un corso familiare, in cui insegnerà una delle guide dei gruppi casalinghi. Lui e sua
moglie hanno 4 figli, tra i 12 ed i 20 anni, e la loro famiglia è caratterizzata dall’unità, impegno, fedeltà e
comunione. Essi sono un esempio per le famiglie spezzate della nostra comunità ed infondono speranza.

Padri di famiglia che ritornano e altri che ricadono in peccato: ultimo, ma non meno importante, gli
ultimi mesi Dio ha aggiunto alla fede alcuni dei mariti non credenti che per anni sembravano indifferenti al
messaggio del Vangelo. Di recente, Damiano è ritornato al Signore dopo un tempo molto difficile e pieno di
prove per l’intera famiglia. Una settimana fa, nel pieno dell’insegnamento biblico che Micky sta tenendo,
Dio ha toccato Peter. Egli aveva pregato per ricevere Yeshua pochi anni fa, ma non c’erano stati
cambiamenti nella sua vita. Finalmente ha raggiunto il punto in cui era troppo stanco di se stesso, ha ceduto
ed ha espresso il suo desiderio verso il Signore. Questo Shabbat quest’uomo chiuso cui non piaceva venire
alle riunioni di Shabbat ha dato testimonianza di fronte all’intera congregazione. Dopo il suo rinnovato
impegno verso il Signore, è stato riempito di Spirito Santo ed ha pregato per l’infezione agli occhi di suo
figlio, e suo figlio è stato guarito. Gloria al Signore!

Vitaly, che è venuta alla fede poco prima del capodanno ebraico, sta compiendo lenti, ma buoni progressi. Al
momento, Micky si incontra con i nuovi credenti ad uno per volta per il discepolato. Il nostro desiderio è di
creare una classe di discepolato per i nuovi credenti.

Con tristezza vediamo che altri mariti che avevano fatto un buon inizio sono ricaduti in peccato e non
sembrano voler cambiare. Amiamo caramente questi uomini, ma essi sembrano amare di più il loro
peccato/dipendenza, come alcool, per esempio, che le loro famiglie e talvolta non lasciano altra scelta che la
separazione temporanea. Preghiamo per intercedere per questi uomini.

Nuovi credenti: anche Igor è un nuovo credente. Egli è il collega di lavoro di uno dei nostri nuovi
immigranti ed è venuto alle riunioni per circa 2 mesi. Un mese fa, quando Peter Horabin ed il suo gruppo
stavano predicando tra di noi (liberazione e guarigione interiore), Igor ricevette Yeshua nel suo cuore e Dio
immediatamente lo liberò da anni di fumo accanito, gloria a Dio! Micky lo ha incontrato parecchie volte ed il
Signore gli ha parlato di alcuni importanti cambiamenti che deve fare per volgere le spalle al peccato. Anche
se non è stato facile, Igor ha voluto obbedire, gloria al Signore, e non vuole più tornare indietro. Ex
dipendente dal fumo era solo troppo familiare col peccato ed ora è grato alla misericordia di Dio.

Lena e Lena sono due nuove credenti che parlano poco l’ebraico. Sono venute ai nostri incontri, ma a causa
della barriera linguistica non abbiamo avuto ancora l’occasione di conoscerle bene personalmente.

Scuola biblica: Pochi mesi fa Micky ha iniziato ad insegnare in una scuola biblica nel nostro seminterrato.
Assieme impariamo come ognuno di noi può studiare la Parola di Dio, verso per verso, capitolo e libro.
Dopo pochi incontri, durante cui Micky ha introdotto L’A.T. ed il N.T. in linee generali, ora possiamo
finalmente cominciare a studiare la Bibbia insieme, settimanalmente alternando le letture dell’ A.T. e del
N.T.

Ministero all’estero: ha sempre fatto parte della chiamata di Micky di avere un ministero sia per Israele che
per le nazioni straniere. Il risultato è che si è recato per il ministero anche l’anno passato in Corea, Finlandia
ed Italia. Nelle sue predicazioni, Micky ha scelto di non parlare affatto di politica. Parla solo di Yeshua nelle
nostre vite e di Yeshua come ebreo, e, mettendo in guardia dalle teologie della sostituzione, insegna il piano
di Dio per il popolo ebraico. Durante questi viaggi Dio ha usato Micky per benedire le persone straniere.
Essere separato dalla sua famiglia e dalla sua congregazione non è stato facile, ma abbiamo visto come Dio
benedice la nostra famiglia e la comunità al ritorno portando servitori da diverse nazioni (U.S.A., Inghilterra,
Finlandia, Corea, Italia). Di recente ci ha portato Zion (gruppo di lode) ed adesso Hannu nel mese di gennaio
(vedi sotto). Alla fine di ottobre, Micky è stato invitato a prendere parte alla conferenza organizzata da
EDIPI (Evangelici d’Italia per Israele) a Roma. Qui si è rincontrato con i 2 uomini con cui 25 anni fa egli ha
iniziato un gruppo di preghiera per Israele. La preghiera è continuata fino ad oggi.

Tampere, Finlandia, al EFCF

120 years Celebration

Micky in Corea, Maggio 2010

25 anni di preghiera per Israele

Micky con Bruno Crociani e Luc Henrist

Ministero nella comunita di Tehilat Yah: il primo giorno del nuovo anno, la
nostra congregazione ha ospitato un gruppo di credenti dalla Corea, che studiano e
vivono a Tokyo, in Giappone, e al momento stanno visitando Israele. Hanno
danzato, cantato e pregato per noi ed è stato commovente vedere il loro fuoco di
preghiera e il senso di amore che hanno per Israele.

Durante lo scorso anno abbiamo ricevuto parecchi gruppi di diverse nazioni (U.S.A.,
Inghilterra, Finlandia, Corea, Italia) che ci hanno visitato durante gli incontri di
Shabbat e hanno predicato ai nostri. Questi gruppi ci hanno benedetto – un gruppo
così piccolo come siamo – e ci hanno congiunto al più grande corpo del Messia nel mondo.

Pianifichiamo il 2011:

Fra una settimana ospiteremo Reuven e Yanit Ross, pastori alla congregazione King of Kings di
Gerusalemme. Terranno un seminario sul tema: Essere discepoli di Yeshua. Il loro seminario è molto in
linea con la nostra visione del discepolato… Porteranno con loro libri di esercizi in Ebraico, Russo ed
Inglese. Insegnando a quasi tutta la comunità speriamo e preghiamo che dopo questo seminario potremo
avere un successo ancora maggiore nel trasmettere alla comunità la visione del discepolato. Oltre al corso
familiare che abbiamo nominato prima, stiamo progettando un seminario per l’evangelizzazione. Un amico
di vecchia data e precedente collaboratore (anziano nella congregazione di HaMa’ayan) che è il capo del
gruppo per l’evangelizzazione nazionale, insegnerà in questo seminario. Vogliamo approfittare
dell’occasione, avendo un certo numero di nuove persone che hanno il desiderio di usare il dono
dell’evangelizzazione che Dio ha dato loro.

Una settimana fa Micky si è incontrato con tutti gli insegnanti della scuola di Shabbat ed hanno deciso che è
giunto il tempo di aprire due nuove classi, una per i più piccoli, 2-4 anni, ed una per quelli di 7-9 anni.
abbiamo bisogno di nuovi insegnanti, almeno due per classe, per alternarli mensilmente nell’insegnamento ai
nostri preziosi bambini. Già fin dall’inizio abbiamo notato che abbiamo un numero di persone con il dono
della recitazione. Fino adesso, con l’eccezione della rappresentazione di Purim, le cose sono rimaste inattive.
Ora vogliamo mettere in scena un gruppo di recitazione. Semplificando il messaggio, il gruppo aiuterà le
persone a vedere ed ascoltare il tema del messaggio e noi possiamo coinvolgere la gioventù. In futuro
vorremmo poter usare la recitazione per benedire le persone di altre congregazioni e portare il messaggio del
Vangelo nelle strade.

Ultimo, ma non meno importante, ci piacerebbe coinvolgere i giovani nell’adorazione. Lo abbiamo visto in
altre congregazioni e crediamo che è un modo per infuocarli per il Signore ed aiutarli a rimanere interessati a
Dio mentre passano gli anni dell’adolescenza.

Una casa per la congregazione: Col crescente numero di persone e di eventi settimanali, abbiamo più che
mai la necessità di un centro di riunioni. L’edificio che avevamo citato nell’ultimo notiziario non era adatto e
noi continuiamo a cercare un luogo adatto.

Donne in bisogno: Continuiamo ad insegnare a Chantal ed altre donne di una città vicina. Queste donne non
appartengono ad alcuna congregazione e le sosteniamo insegnando, pregando e consigliando, come pure
finanziariamente, ove necessario. Non sappiamo esattamente cosa ne verrà fuori, ma crediamo che Dio abbia
un piano. Per parecchi mesi Chantal ha impiegato un mucchio di tempo e difficoltà per venire a trovarci a
Rishon. La prossima settimana andremo da Chantal per la prima volta per avere un tipo di gruppo casalingo
per poche donne, per sostenerle ed incoraggiarle. Poi vedremo come il Signore ci guiderà.

BEIT MARGOA’

Una casa è un progetto senza fine. È una cosa che abbiamo imparato da quando ci siamo trasferiti a Beit
Margoa’. Con tutti i lavori abbiamo sempre sentito la mano di Dio. È stata una casa, ma anche un luogo da
condividere con altre persone, talvolta stranieri. Ognuno che è stato qui con noi è stato una benedizione e si
sono sviluppate nuove amicizie. Con meraviglia vediamo come quando apriamo la nostra casa e diamo con
gioia, il Signore contraccambia. Un esempio è il progetto della mansarda. Albert, un ministro del Signore nel
campo manuale ha disegnato un eccellente progetto (grazie, Albert!) ed a marzo un gruppo di 6 o più
finlandesi verrà nella nostra casa per usare volontariamente il loro tempo nel costruire tre stanze
supplementari ed un bagno, come pure una terrazza con una pergola. Abbiamo dato nome alla loro missione
“Progetto Nehemia”. Molti degli uomini hanno costruito da soli le loro case in Finlandia e sono tutti
professionisti. La loro generosità lascia senza fiato! Kari, che ha iniziato questo progetto è divenuto un
nostro caro amico. Lo ringraziamo per tutto il suo aiuto durante il tempo che è stato con noi, e sua moglie e
la famiglia per averlo lasciato venire ogni volta. Le camere aggiuntive che costruiremo serviranno ad
ospitare per lo più giovani, ed anche per avere degli incontri giovanili comunitari e di evangelizzazione nella
nostra casa. In estate un numeroso gruppo di giovani provenienti da Hameenlinna, Finlandia, starà lì.
Vogliono servire tra i giovani e nella congregazione per due settimane.

La scorsa settimana è arrivato Hannu Ala, un pianista molto dotato e guida di adorazione che starà a casa
nostra per un mese. Preghiamo che Dio gli dia la capacità di insegnare ed organizzare. Il nostro gruppo di
lode è eccitato per l’opera che Dio ha già fatto per suo mezzo la scorsa sera durante la riunione dello
Shabbat.

Vi invitiamo ancora a visitarci nel nostro nuovo sito web: www.tehilat-yah.org

Per accedere ai notiziari, utilizzate la password: pepper.

NOTIZIE DI LODE

Dio è fedele! Molte volte abbiamo visto l’importanza delle vostre e nostre preghiere. Abbiamo visto i frutti a
tempo dovuto che riguardavano i temi per cui avevamo pregato. Ringraziamo ognuno di voi per il sostegno
in preghiera per tutto lo scorso anno! Lode a Dio!

. Per la guarigione degli occhi di G. questa settimana!!!
. Per i nuovi credenti!
. Per la migliorata qualità del gruppo di lode.
. Per le nuove famiglie nella congregazione di Tehilat Yah.
. Preghiamo Dio per il pulmino a 7 posti che abbiamo potuto acquistare di recente da un’altra
congregazione per quasi nulla. L’auto è in ottime condizioni e anche se l’abbiamo acquistata per usi
familiari, servirà certamente per dare passaggi ai frequenti ospiti che insegnano tra di noi e, quando
necessario, ai nostri fratelli e sorelle della congregazione.

RICHIESTE DI PREGHIERA

Marianne ha bisogno di aiuto nella nostra grande casa, con tre piccoli bimbi ed i molti ospiti e gli eventi che
ospitiamo. Se qualcuno di voi conosce chi vuole venire a vivere con noi e a servire nella nostra casa
volontariamente, per piacere ci faccia sapere. Questo è anche un argomento di preghiera. Pregate con noi
per:

. Il progetto di un centro d’incontri per la congregazione!!!
. La continua restaurazione delle famiglie spezzate, specie per i mariti che ricadono in peccato.
. Per maggiore potenza nella preghiera e per l’unità, specie nelle riunioni settimanali di preghiera.
. Per la crescita del ministero di guarigione nella congregazione.
. Per l’inizio di una alleanza di preghiera tra diverse congregazioni e gruppi di Rishon.
. Per nuovi insegnanti alla scuola dello Shabbat.
. Per i nostri nuovi progetti: corso familiare, seminario sull’evangelizzazione, gruppo di recitazione e
preghiera con i giovani.
. Per alcuni individui:

- Per G. e Batel per la nascita della loro figlia alla fine di gennaio.
- Per Anna che è dovuta andare nuovamente in ospedale. Preghiamo per la completa guarigione fisica
e interiore.

Vi benediciamo nel potente Nome del nostro Signore Yeshua!

Possa Egli concedervi un anno pieno delle Sue ricche benedizioni ed usarvi secondo la Sua volontà.

Micky & Marianne, con Roi, Lia & Matan

Hanukka 2010
Se sentite nel vostro cuore di sostenere la visione della nostra organizzazione senza scopo di lucro Maim
Haiim Hinam (la nostra comunità ne fa parte), per aiutare i bisognosi o, se volete sostenere la nostra
comunità Tehilah Yah, seguite queste indicazioni:

Bank Leumi leIsrael B.M. / Bank No. 10 / Branch No. 673 Numero del Conto. 125100/95

Indirizzo: 28, Habarzel St., Tel Aviv, Israel. (BIC)Codice SWIFT: LUMIILIT

Titolare del conto: Maim Haiim Hinam non-profit organization

IBAN: IL750106730000012510095

Apri file bollettino estate 2010 in PDF con foto

Apri file primavera 2010 in PDF  con foto

Apri file estate 2009 in PDF (in inglese) con foto

Notiziario di Dicembre 2009

Soltanto poche ore ci separano dal nuovo anno, e mentre ci avviciniamo al 2010 alcuni di noi si
sforzano a prendere tempo, facendo passare di nuovo nella mente il 2009, a contare gli alti e bassi
della gioia e del successo, a dispiacersi e a ringraziare – o potremmo essere così di fretta che quegli
sprazzi di tempo hanno perso il loro significato in un mondo troppo affaccendato per fermarsi a
meditare… Consideriamo un privilegio il fatto che nel nostro piccolo affaccendato mondo ci
dobbiamo fermare a ripensare, per condividere con voi la bontà e la provvidenza di Dio. I Suoi
miracoli ed il Suo amore durante lo scorso anno… o due anni, perché è da allora che abbiamo
cominciato il lavoro di Tehilat Yah.

L’assemblea di Tehilat Yah, oggi.

Il 12 gennaio 2010 celebreremo il secondo anniversario della nostra congregazione e ancora
ricordiamo molto bene i suoi inizi. Eravamo un gruppo non più grande di una famiglia, di circa 12
persone che si incontravano a casa di Eduard ed Hiya. Alla consacrazione, il
nostro vecchio pastore anziano e molti amici e leaders del paese sono venuti
a benedirci e a pregare per noi.
Oggi siamo circa 70, inclusi i bambini, e grazie a Dio, c’è una crescita
costante.
Ci fa piacere nominare alcune persone che non possono o lo fanno a stento
partecipare alla vita della congregazione: Miriam è una donna che è stata
inchiodata a letto dalla sclerosi multipla per oltre 10 anni e la sua
condizione fisica sta peggiorando. È diventata credente molti anni fa,
quando ancora non si sentiva parlare di ebrei credenti, e ha dovuto
sopportare molto rancore da parte dell’ambiente ebraico che la circondava.
Suo marito è morto molto giovane e lei ha allevato la figlia da sola. Due sorelle della nostra
congregazione la visitano regolarmente. Una per la compagnia e l’altra per gli studi biblici.
Abbiamo tre sorelle che sono vissute nei dintorni della città di Rishon per molti anni. Sono tutte
sposate a degli ebrei non credenti che in qualche modo oppongono resistenza ai loro incontri con altri
credenti. Noi cerchiamo di inserirle in ogni genere di incontro familiare, casalingo, di preghiera, delle
donne per permettere loro di condividere con altri credenti e per una assistenza spirituale.
I membri della nostra congregazione si incontrano regolarmente in casa durante la settimana, in tre
gruppi di lingua russa, con alcuni partecipanti di lingua ebraica, e un gruppo di lingua ebraica con
alcuni di lingua russa. Il nostro scopo è di avere più gruppi piccoli misti condotti in ebraico, ma questo
è difficile, perché abbiamo alcuni membri, anziani, che non conoscono affatto l’ebraico. L’ultimo
gruppo è formato da donne di lingua finlandese. Viene tenuto nella casa di una donna che per anni non
ha frequentato alcuna congregazione, ma che sta tornando e permette gli incontri in casa sua. Adesso i
gruppi casalinghi stanno imparando il loro rapporto con Dio, che è un argomento di fondamentale
importanza per la loro vita.

Micky ed il gruppo di preghiera
Un paio di membri di questi gruppi casalinghi ha iniziato ad
insegnare discepolato a piccoli gruppi per i nuovi credenti. Per
mezzo di questi gruppi vogliamo anche incoraggiare più persone
alla leadership e ad aiutare a fare nuovi discepoli. Ed infine, Micky
insegna ad un gruppo di leaders con il potenziale e la chiamata per
farlo.
Stiamo anche preparando un gruppo di preghiera per la guarigione
fisica ed interiore. Una volta al mese Micky tiene un piccolo
seminario a questo gruppo. Alla fine saranno in grado di dare

assistenza ai singoli e durante i culti.

Mentre il gruppo di lode è ancora in formazione, gloria a Dio, abbiamo nucleo molto unito e motivato

alla lode che può crescere insieme. Yelena, che si è da poco sposata con Petri ed ha cominciato a

frequentarci in ottobre, è il nuovo conduttore della lode.

Siamo ancora scarsamente forniti per quanto riguarda gli aspetti tecnici della lode e questa mancanza
di qualità spesso interrompe e disturba il tempo di lode. Per superare l’ostacolo, abbiamo inviato un
gruppo di giovani ed anziani a Gerusalemme, dove un credente che è un professionista di
strumentazione sonora ha tenuto loro un seminario su come utilizzare le apparecchiature. Sono
ritornati pieni di informazioni ed entusiasti. Il prossimo passo sarà di procurarci tutto ciò che è
necessario per un buon sistema sonoro.
Conosciamo Yelena ormai da molti anni, una diacona fedele e devota della congregazione di Maayan.
Sua madre si salvò nella nostra congregazione ed è stata con noi quasi fin dall’inizio. Yelena è molto
dotata ed ha una chiara chiamata per il ministero di diacono. Sarà la prima persona impiegata dalla
nostra congregazione (senza scopi di lucro). Oltre a condurre la lode, aiuterà Micky in altre aree del
lavoro pastorale (visite a casa, gruppi di discepolato, servizio ai singoli, madri e figli) e per affrontare,
secondo il suo magnifico dono in questo ambiente, il segretariato, compito amministrativo e logistico
della congregazione. Siamo veramente grati a Dio per averci “prestato” lei in questo tempo.

Battesimi

Un momento molto speciale nella vita di una congregazione, ed una fonte di incoraggiamento e
comunione è il battesimo in acqua. Abbiamo avuto il privilegio di
accompagnare alcune persone ed è stata una grande gioia farlo.
L’ultimo battesimo è avvenuto a novembre, quando abbiamo battezzato
la figlia del leader del gruppo di lingua ebraica. Avevano invitato degli
amici da molte congregazioni da tutto il paese. Il battesimo è stato di
grande incoraggiamento mentre guardiamo questa seconda generazione
di credenti che affida la sua vita a Yeshua in modo più profondo in
obbedienza a Dio.

Aiutare i bisognosi

Come associazione senza scopo di lucro, uno dei nostri scopi è di offrire aiuto ai bisognosi,

Battesimo di Daniel
sopravvissuti. Preghiamo che a suo tempo queste persone possano essere toccate dall’amore di Dio.
Micky, Yelena ed alcuni dei
sopravvissuti all’olocausto
tossicodipendenti e sopravvissuti all’olocausto. Per mezzo di
generose donazioni possiamo aiutare parecchie persone con buoni
pasto, danaro, contributi per operazioni costose, coprire il costo di un
programma di disintossicazione, ed in particolare dare aiuto e
supporto finanziario al gruppo di sopravvissuti all’olocausto di lingua
russa a Rishon.
Alcuni della congregazione si sono molto dedicati alle visite in casa
ai sopravvissuti, portando nelle case un cuore dedito all’ascolto e una
mente dedicata a come poter assistere maggiormente queste persone.
A Yelena è stato affidato di visitare settimanalmente queste case di

Preghiera
Già dall’inizio della nostra congregazione c’è stato nel nostro cuoe il desiderio di essere gente di
preghiera e lode. Entrambe le aree sono state combattute dal nemico, ma noi crediamo che di essere
arrivati al punto in cui la maggior parte della gente apprezza e capisce la potenza della preghiera e
della lode. Da quando Micky è ritornato dal suo viaggio in Corea (vedi sotto), gli si è accesa una
fiamma nel suo cuore e nel cuore di altre persone della congregazione di pregare in unità, per
impegnarsi nella preghiera comunitaria e dedicarsi alla catena di preghiera che abbiamo iniziato mesi
fa.

Corea e Kiev
In ottobre sono stato invitato in Corea da un pastore e amico coreano, Jinsang Kim di Gerusalemme.
Sono arrivato giusto in tempo per l’inizio di un progetto chiamato “La speranza di Gerusalemme”. La

visione di questo progetto è di costruire un ponte tra i credenti coreani ed il corpo messianico in
Israele. La visione comprende preghiera di intercessione, ed invio di gruppi di volontari in Israele. Il
contatto è già divenuto forte e si fortificherà ancora secondo la guida del Signore. Si è formato un
ponte tra i credenti coreani e la congregazione Tehilat Yah e Dio ha acceso una fiamma nel mio cuore.
Queste persone si riuniscono per pregare alle 5 e tramite la preghiera hanno rivoltato una nazione che
era senza Dio in una nazione di credenti nel Dio vivente.
Prima di questo viaggio mi ero spesso sentito scoraggiato a causa della mancanza di unità che era
causata dalla mancanza di preghiera nella comunità. Ne deriva che io per primo ho subito il

cambiamento, che è stato la risposta alla mia preghiera. Avevo
chiesto al Signore di darmi qualcosa di nuovo che avrei potuto
portare alla nostra congregazione. In Corea ed a Kiev, dove ho
visitato la grande comunità messianica del pastore Boris e quella di
Henry Madava, sono stato pieno di invidia per la gioia, l’unità e
specialmente la potenza della preghiera che mostravano queste
comunità. Ciò che ho visto all’estero in chiese di 50 e 5000 è stata
un’unità di cuori attraverso la preghiera.
Dopo la Corea, sono stato invitato a rappresentare Israele ad una
conferenza internazionale di pastori che erano anche medici a Kiev,
in Ucraina. Molti hanno dato testimonianza di come il Signore,
nostro grande guaritore (El Rapha) guarisce la gente con diagnosi mediche disperate.
Fin dal giorno in cui Micky è ritornato dalla Corea alla fine di ottobre, i bambini e noi stessi siamo
stati colpiti da diversi virus. Tener testa ad una continua mancanza di sonno di notte per prendere cura
dei nostri piccoli pazienti e cercare di riorganizzare tanti progetti del nostro lavoro ci ha preso
tantissime energie.

Miracoli

Vogliamo condividere con voi alcune delle cose meravigliose che Dio ha fatto nelle vite di alcune
persone della nostra comunità:
agli inizi di dicembre, Vera che è una vera combattente nella preghiera e parte del nostro gruppo diintercessori ha subito in incidente sul lavoro nella caffetteria. È scivolata e cercando di riacquistare
equilibrio, si è afferrata alla maniglia di una friggitrice piena di olio bollente (300°) che ha cominciato
a cadere verso di lei. All’ultimo momento, un aiutante l’ha spinta lontano e l’olio, invece di colpirla in
viso, è schizzato sul muro e l’ha colpita sul fondoschiena e su parte del braccio e della gamba. Ci ha
chiamati mentre la portavano in ospedale. Sembrava così calma che all’inizio a stento abbiamo capito
cosa era accaduto.

All’ospedale, i dottori si sono impensieriti sempre più per la sua mancanza di
dolore. Pensavano che l’olio potesse aver distrutto le terminazioni nervose
fino a raggiungere le ossa. L’intera congregazione si è riunita in preghiera per
lei e ci è stato un andirivieni di visitatori in ospedale. Dopo circa 10 giorni ed
una serie di esami, i dottori stabilirono che il sistema nervoso era intatto e
c’era necessità di trapianto solo per una piccola ferita sulla gamba. Hanno
dichiarato che era stato un miracolo. Vera è stata dimessa dall’ospedale poco
prima Natale.
Il secondo miracolo che è derivato da questo incidente è il “ritorno” del
marito da sua moglie e a Dio. Solo, a casa, ha capito di quanto avesse bisogno
di sua moglie, e vedendo fratelli e sorelle che la visitavano e pregavano per
lei ha mosso il suo cuore. Proprio prima delle sue dimissioni è venuto

all’incontro del sabato e si è pentito davanti al Signore. Conoscendo la storia di questa coppia è un
vero miracolo e crediamo che Dio abbia usato questa situazione per mettere tutte le cose “insieme per
il bene di quelli che amano Dio, che hanno una chiamata secondo la Sua volontà”.

Micky con pastori della Corea
Micky prega per Vera

Z. è un altro miracolo. Sua moglie A. è stata credente per molti anni e frequentava la nostra comunità
già da 6 mesi. Il problema dell’alcolismo di Z. ha quasi distrutto la sua famiglia. Si ubriacava
regolarmente ed in quello stato diventava molto violento contro la moglie. Finché pochi mesi fa è
riuscito quasi a strangolarla, lei ha chiamato la polizia e Z. è stato arrestato. Non gli è stato concesso il
ritorno a casa ed ha un processo a carico che lo attende. In prigione, sembra che finalmente abbia dato
uno sguardo alla sua vita. Ha chiesto alla moglie di permettergli di ritornare a casa, ma lei ha avutopaura di concederglielo. È venuta da noi per pregare ed abbiamo gridato a Dio assieme a lei. Il giorno
dopo, Z. è venuto alla riunione assieme alla moglie. Quella sera era presente il pastore Henry Madava
da Kiev, come ospite. Quando ha fatto una chiamata all’altare dopo il suo messaggio, Z. è andato
avanti per ricevere Yeshua come Salvatore. Negli scorsi mesi è ritornato a casa e frequenta
regolarmente i gruppi di discepolato. Il suo passo di fede ha portato questa famiglia vulnerabile ad uno
stato di transizione in cui non solo è facile la vita, specie per i bambini, ma anche per A. lei stessa ha
dato testimonianza del miracolo che Dio ha fatto nelle loro vite.
Ci sono ancora molti mariti increduli che vorremmo vedere entrare dalle porte della congregazione,
miracoli per cui preghiamo che Dio risponda alle innumerevoli sincere preghiere che rivolgiamo a
Lui. Vorremmo vedere ogni famiglia ricostruita, i mariti e le mogli riconciliati ed uniti, gli offesi, i
ribelli e i figli perduti mettere la fiducia nel Dio vivente e con questo la congregazione crescere in
forza e salute come lo era alla sua fondazione!
Rapporto di lode

Vi ringraziamo per le vostre preghiere!!! Lode a Dio

· Per aver portato una svolta alle famiglie rotte della nostra congregazione
· Per aver portato Yelena come aiuto per Micky e aver provveduto un posto di lavoro per suo marito
Petri
· Per Sasha che ha deciso di sottoporsi ad un programma di disintossicazione
· Per Natasha e Nikolai che sono ritornati nella congregazione
Richieste di preghiera

Pregate con noi per:

· Per il gruppo di lode
· Per maggior potenza nella preghiera

Per il ricongiungimento di molte altre famiglie
(specie il marito di R.)
· Per più giovani
· Per trovare un luogo di riunione
· Per la salute dei nostri figli Roi e Lia
Vi auguriamo l’amore fedele, la misericordia e la guida di Dio per il 2010!
Micky, Marianne, Roi & Lia

Se avete in cuore di sostenere la visione dell’organizzazione senza scopo di lucro Maim Haiim Hinam (di cui la nostra
congregazione fa parte) per aiutare i bisognosi, i sopravvissuti, o se volete sostenere la nostra comunità, Tehilat Yah,
utilizzate i seguenti contatti:

Bank Leumi leIsrael B.M. / Bank No. 10 / Branch No. 673 Account no. 125100/95
Address: 28, Habarzel St., Tel Aviv, Israel SWIFT (BIC)Code:
LUMIILIT
Account
owner:
Maim
Haiim
Hinam
nonprofit
organization
IBAN:
IL750106730000012510095

Notiziario di Maggio 2009

Cara famiglia spirituale e amici, vi mandiamo ancora le nostre scuse e confidiamo che voi tutti stiate bene. Avremmo dovuto scrivervi un po’ prima e per questo ci scusiamo. Vi abbiamo chiesto di pregare per la nostra Albina, e vogliamo ringraziarvi per averlo fatto e per tutti queli che ci hanno chiesto sue notizie. Siamo veramenti riconoscenti al Signore per tutta la Sua attenzione verso la nostra comunità. Come il popolo d’Israele nel deserto, anche noi qualche volta ci lamentiamo, dimenticando tutto il bene che il Signore ci ha fatto. Ma, nella Sua misericordia, Egli non ci abbandona, anzi ci guida e ci ammaestra. E’ un Dio meraviglioso!

Nostra figlia Lia è sempre molto contenta e piena di sorrisi per tutti. Ha cominciato a camminare e ogni giorno scopre qualcosa di nuovo. Vedere i suoi rapidi progressi nel primo anno di vita è veramente meraviglioso. Roi ora è meno geloso e vuole molto bene alla sorellina con la quale pretenderebbe di giocare. Lia ha per lui una grande ammirazione, lo segue con attenzione e sopporta generosamente i dispetti che lui le fa… quando la mamma non vede. Il fatto che la nascita di Lia ha coinciso con quella della nostra chiesa ci ha causato qualche problema per come dividere il nostro tempo tra gli impegni del ministero e qualli della famiglia. Il lavoro è grande e gli operai sono sempre pochi. Ma, in  ogni modo, il Signore sia sempre ringraziato perché la comunità cresce e così pure i nostri bambini che sono per noi una vera benedizione.

La comunità - A Gennaio, si è concluso il primo anno da quando è stata fondata la chiesa Tehilat Yah e da quando il gruppo di Rishon Letzion proveniente dalla chiesa Bet Emmanuel, si è unito a noi. Durante questo anno ci siamo occupati quasi esclusivamente di sviluppare la nostra coscienza unitaria come famiglia spirituale per superare le differenze. Qualche settimana fa, Micky ci ha di nuovo ricordato quanto sia importante in questa esperienza di “unità nella diversita”, che, chi è stato chiamato a vivere in questa comunione, sia costantemente impegnato ad accettare le diversità degli altri. Non si tratta di una questione culturale, linguistica o generazionale ma di un principio formativo spirituale e dottrinale. Quelli che hanno avuto una formazione calvinista o battista non hanno mai adorato il Signore con i pentecostali… quelli che hanno dato importanza all’esperienza del parlare in lingue, pensano che se uno non ha questa esperienza, c’è qualcosa che manca nella sua fede.  Ma, d’altra parte, quallo che abbiamo in comune è molto più importante: siamo un corpo unico, c’è un unico Spirito, uniche sono la speranza, la fede e il battesimo, e uno è Dio Padre di tutti (Ef. 4, 17). Dobbiamo continuamente ricordare la centralità della relazione personale con Yeshua e, per nessuna ragione, dobbiamo cercare di imporre le nostre dottrine agli altri. Così dobbiamo fare perchè, se non teniamo   presente questo principio, l’amore è contristato e prevale l’elitarismo e lo spirito di giudizio. Soltanto praticando l’agape di Dio con l’aiuto dello Spirito Santo, possiamo crescere come un edificio formato da pietre spirituali in cui ogni pietra è amorevolemente rapportata all’altra dalla mano del Maestro.

Nuovi membri – E’ inevitabile che ogni nuovo membro che si aggiunge alla comunità determini dei cambiamenti nel modo di manifestarsi della comunione. Un paio di mesi fa, c’è stata la conversione di un’intera famiglia composta da tre generazioni: madre, figlio e nipote. Olga, di lingua russa, una dei nostri che si occupa di ammaestrare i nuovi convertiti, si è presa cura di questa famiglia: Anna, Kirill e Shawn sono una testimonianza vivente dell’opera di salvezza di Yeshua. Olga si occupa anche delle sorelle Larissa e Alessandra che si sono unite a noi appena due settimane fa. Sabato scorso, Olga ha contattato Tania. Questo è veramente un caso speciale: uno dei nostri membri l’ha incontrata di sabato al parco, le ha parlato del Signore e l’ha invitata alle nostre riunioni. Tanja è affamata della parola di Dio ma, fin dall’infanzia, ha sofferto di strani incubi: sognava Satana. A causa di questi brutti sogni ha quasi perso il sonno perchè, per il timore di rivederli, cercava di non chiudere gli occhi. Noi preghiamo che tutte queste persone e famiglie siano liberate e rese disponibili alla comunione con la nostra comunità dove potranno scoprire i loro doni e imparare ad usarli a beneficio degli altri.

Pasqua- Per l’occsaione del secondo Seder pasquale della nostra comunità, abbiamo usato alcune stanze di un piccolo ristorante arabo. Ognuno dei partecipanti ha portato con sé del cibo e ha preso parte alla lettura dell’Haggadà. In tutto eravamo sessanta persone, compresi anche i mariti non credenti di alcune sorelle della nostra chiesa. E’ stata una bella opportunità di comunione. La serata è trascorsa illustrando la meravigliosa opera di salvezza, compiuta per noi da Yeshua, l’agnello pasquale, con il testo del grande esodo (I Cor. 5, 7-8; Gv. 1, 29). Per chi crede che Gesù sia il Messia, il sangue dell’agnello è stato sparso a motivo dei propri peccati e sa che per questo motivo è risparmiato dal giudizio di Dio (da Mr. 14, 1 a tutto il cap. 15). La redenzione è basata sul Suo sacrificio (Ef. 1, 7; I Pt. 1, 18-19). Le quattro coppe di vino dolce benedette e bevute durante la lettura dell’Haggadà ci hanno ricordato che, credendo in Yeshua, abbiamo ottenuto redenzione e perdono ma anche giustificazione e santificazione mediante la Sua continua opera di liberazione e purificazione.

Soccorso ai bisognosi – Poco prima di Pasqua, abbiamo potuto realizzare il nostro progetto di aiuto ai bisognosi in collaborazione con il Comune di Rishon Letzion. Inizialmente, avevamo pensato ad una distribuzione di pasti caldi nel parco di Rishon, cosa non permessa dal Comune, ma in seguito abbiamo deciso di distribuire prima di Pasqua, alle famiglie bisognose, dei coupons per ottenere dei pacchi dono di alimentari. il Sindaco della città e il personale con i quali abbiamo collaborato, hanno apprezzato molto questa nostra iniziativa e ci sono stati riconoscenti. A noi ha fatto molto piacere donare, come segno pasquale, questi coupons ai nostri amici di Rishon, sopravvisuti all’Olocausto.

Nuovi arrivati: i bambini – Lodiamo il Signore e siamo felicemente sorpresi per il fatto che, ogni settimana, ci sono dei nuovi venuti. Alcuni sono solo di passaggio ma altri, dopo un certo tempo di frequenza, decidono di rimanere. E’ così che due nuovi studenti sono stati aggiunti alla classe della scuola del sabato per bambini dagli 11-14 anni. E’ un lavoro incoraggiante e, anche se questo implica che abbiamo bisogno di altri monitori, è evidente che questo è un fatto promosso da Dio. Lui provvederà. Per la seconda volta  abbiamo aiutato Avi (monitore di scuola del sabato che ogni settimana organizza delle attività per i ragazzi) in occasione di  Lag ba’Omer. Si tratta di una festa che ricorda la ribellione del falso messia Bar Kockbà contro i romani, al tempo di Rabbi Akiva. Bar Kochbà e alcune migliaia di suoi seguaci, perirono a causa di questa ribellione. Si tratta di una festa che non ha alcun significato religioso ma abbiamo voluto lo stesso preparare i falò all’aperto per loro, per aiutarli a riunirsi e a stare insieme.

Albina – Circa un mese fa, Albina è venuta dalla Russia in Israele per visitare la sorella. Nel nostro notiziario della scorsa settimana, vi abbiamo raccontato la sua storia. Come responsabile spirituale della famiglia, abbiamo pregato per lei. Ora, da quando è stata dimessa dall’ospedale, non ha più alcun dolore e non ha avuto bisogno di ossigeno o di assumere medicine. Sabato scorso, Micky ha tenuto uno studio sulla sovranità di Dio nell’ambito della guarigione dalle malattie. Siamo stati confermati che, anche se Dio rimane sovrano, come Suoi discepoli siamo chiamati a pregare per i malati. Conitnua il nostro servizio di preghiera.

Funerali - Due settimane fa, Arthur Goldberg, un noto esponente messianico in Israele, è morto dopo una grave malattia. Micky lo conosceva bene perché avevano studiato insieme durante un corso per conseguire il master in consulenza biblica. Il suo funerale ha avuto un forte carattere di testimonianza: centinaia di persone, provenienti dalle chiese e denominazioni che sono qui in Israele,  hanno voluto partecipare a questo funerale per dare l’estremo saluto al loro amico. E’ stato veramente un grande uomo di Dio, conosciuto e stimato da tutti.

Commiati – Sabato prossimo saluteremo Anja,  nostra cara amica, che è stata qui con noi per molti anni. Deve tornare in Finlandia perché il suo permesso di soggiorno è scaduto. Prima ancora che la nostra chiesa qui, a Rishon, fosse fondata, per anni Anja ha pregato affinché esistesse ed è stata con noi fin dall’inizio, insieme a Edi e famiglia, e al gruppo di coreani partiti già da un anno.  Sentiamo ancora la loro mancanza e sentiremo anche quella di Anja che, per noi e i nostri figli, è stata come una di famiglia.

Lodate e ringraziate! Perché Paz ha fortificato la sua posizione di fede, avendo potuto confrontare con decisione il suo padrino che, quando ha saputo che credeva in Yeshua, aveva reagito in modo molto negativo. Per Shawn e anche per Larissa e Tanja. Per l’opportunità di aver potuto sostenere in preghiera la nostra Albina e perché, di giorno in giorno, continui a progredire senza dolori. Perché abbiamo prodotto un film di 10 miunti che presenta la nostra chiesa e il nostro ministero. Se siete interessati a vederlo, mandateci una mail e vi comunicheremo il link.

Pregate per noi - Per Albina e la sua famiglia. Per Paz e una sua più profonda comprensione del significato della famiglia spirituale alla quale appartiene. Per Maya, che è molto vicina a prendere una decisione per Cristo. Durante lo scorso anno, Dio le ha mostrato la Sua fedeltà. Ora è lei che deve scegliere di esserGli fedele. Perché ora che Anja è partita, altri si offrano di collaborare con Micky nel ministero.

Le nostre benedizioni da parte di Dio, i vostri amici Micky, Marianne, Roi e Lia.

Per sostenere la Chiesa Tehilat Yah potete utilizzare il servizio donazioni nell’apposita pagina del sito Ghesher o inviare direttamente a Bank Leumi LeIsrael, N. 10, Branch 673. 28, Habarzel St. Tel Aviv, Israel. Intestato a: Maim Haiim Hinam non profit organization; Account 125100/95; Swift (BIC), Code LUMITIL; IBAM: IL750106730000012510095

Lettera di  Ottobre – Dicembre 2008

Cara famiglia e amici,

Se volessimo riassumere in poche parole l’anno passato, diremmo che è stato una anno di “primizie”.

È stato, infatti, il primo anno che abbiamo pasturato la nostra comunità, partita da zero. Lo abbiamo fatto con la grazia e la fedeltà di Dio, cercando, per mezzo della fede, di tenere alto il nostro sguardo, aspettandoci da Lui ogni cosa. Abbiamo avvertito davvero un senso di sfida per riuscire a mettere da parte la giusta quantità di tempo, di sforzi e di qualità sia per prenderci cura della chiesa che per allevare i nostri figli.

Non è stato facile, soprattutto perché i nostri figli sono ancora molto piccoli. Spesso ci siamo sentiti come chicchi d’uva nella pressa, stanchi fisicamente per la mancanza di sonno… ma la buona notizia è che Dio ha usato tutto ciò per formarci e trasformarci. Lui è sempre stato così fedele!

Chanukkà

“Chi narrerà le grandi azioni d’Israele, le vittorie del popolo?”. Queste sono le parole di una canto tradizionale di Chanukkà. Chanukkà, o  Festa della Dedicazione, di cui si parla nel Nuovo Testamento (Gv. 10, 22), racconta di come il popolo d’Israele, seppure minoranza, non sia stato sopraffatto da nazioni più grandi di lui. Questo ci parla della possibilità che una minoranza sia in grado di trionfare su un nemico più grande di lei. Nel libro di Daniele, troviamo una piccola descrizione di Chanukkà. Quattrocento anni prima del tempo dei Maccabei, e dunque prima che i fatti celebrati in Chanukkà accadessero, Dio rivelò anticipatamente ciò che sarebbe accaduto nel futuro. In Daniele 11, 31, è scritto : «…Si leveranno per profanare il santuario, la fortezza, sopprimeranno il sacrificio continuo e vi collocheranno l’abominazione che causa la desolazione».

Ci sono molte similarità tra gli eventi di Chanukkà, avvenuti 2150 anni or sono, e i nostri giorni. In quanto credenti dobbiamo avere uno sguardo più attento a questa festa e al messaggio che ci porta.  Chanukkà narra la vittoria e il successo al di là di ogni aspettativa. Molte vittorie furono raggiunte grazie al sacerdote Mattetiahu (Matteo) di cui è scritto che disse: «Dov’è l’uomo che teme la Torà, lasciate che mi segua». Fu Mattetiahu a dichiarare la rivolta contro il sovrano siriano Antioco Quarto, insieme a Giuda Maccabeo e ai suoi seguaci. Le perdite subite durante la rivolta furono comunque grandi: molti soffrirono e morirono, uomini e donne di fede, fedeli al Signore. Altri furono perseguitati, torturati e uccisi perché non vollero rinnegare la propria fede in Dio e nella Sua Parola e non videro mai l’adempimento delle promesse in cui credettero. Ma nonostante ciò furono pronti a sacrificare le loro proprie vite riconoscendo che il tempo del regno di Dio stava per arrivare.

Nella lettera agli Ebrei, troviamo una lunga lista di eroi della fede in cui Dio si compiacque. Ci sono due tipi di eroi: coloro che ebbero successo, come Gedeone, Sansone, Davide, ecc. Questi ebbero la vittoria politica grazie alla loro fede e sottomisero a sé regni perché agirono nella giustizia divina. Ricevettero un premio spirituale e la realizzazione delle promesse di Dio. Tutti questi, in un modo o nellaltro, testimoniarono la vittoria della libertà. La loro fede si rese visibile nelle vittorie militari, fughe miracolose e liberazioni dalla morte.

Questi eroi della fede ebbero successo, ce la fecero, andarono di bene in meglio e questo è ciò che a noi piace pensare: “In quanto uomo o donna di fede, io supererò ogni prova ed avrò successo poiché credo nel Signore”. E realmente ciò accade qualche volta, ma non sempre!!! Con Dio, fede e successo significa credere che sia fatta la Sua volontà. In Ebrei 11, 35-38, incontriamo eroi della fede che «non accettando la liberazione», credettero di ottenere una migliore resurrezione. Secondo Atti 12, 1-12, in quella stessa fede, uno sopravvisse ma l’altro morì.

Seppure agli occhi del mondo questi uomini e queste donne possono sembrare di valore minore, tutti ebbero successo davanti agli occhi di Dio anche se davanti al mondo non ci fu nessuna evidenza di successo.

Ai miei occhi, coloro che hanno sofferto e sono morti senza vedere il risultato delle cose sperate, sono stati degli eroi ancora più grandi di coloro che hanno sperimentato il successo. È più facile essere un uomo o una donna di fede che ha successo. Occorre una fede più grande per poter affermare “Morirò anche se nessuno si ricorderà di me e confiderò nel Signore”. Nessuno di questi eroi vide l’adempimento di tutte le promesse: il Regno di Dio e  la  grandezza della Sua vittoria su tutti i nemici. Sapevano di essere solo una parte del piano e furono pronti ad adempiere il proprio ruolo. Resero testimonianza alla verità che perfino quando non raggiungiamo la promessa, la nostra fede rimane ferma. Le difficoltà attraversate, purificarono la loro fede ed essi non la persero sapendo che il premio non è sempre per oggi. Entrambi i tipi di eroi condivisero la fede in un Dio  che è buono, molto più buono di ogni altra cosa che la vita possa offrirti e più prezioso di ciò che qualsiasi morte possa loro strappare.

Nell’ultimo versetto di Ebrei 11, 39-40, leggiamo che questi eroi della fede non sarebbero giunti alla perfezione senza di noi. La grande storia della fede non sarà perfetta senza di te e me. Noi siamo parte della storia della fede. Siamo dunque uomini e donne di fede che credono nel Signore, anche se non possiamo vedere davanti a noi la realizzazione di tutto ciò per cui combattiamo. Siamo pronti a fare qualsiasi cosa per promuovere la realizzazione del Suo piano per il nostro bene anche se non dovessimo vedere tutte le vittorie oggi, nell’arco della nostra vita.

Momenti culminanti

Battesimi: all’inizio di novembre, abbiamo organizzato il nostro primo  viaggio comunitario al Nord. Le persone erano in uno spirito eccellente, il tempo era meraviglioso e la comunione pure. Il momento culminante del giorno è stato il battesimo nel fiume Giordano di cinque persone di cui quattro redenti nati di nuovo da poco.  Dopo il battesimo, siamo stati tutti invitati (circa 50 persone) dai nostri amici, i direttori della Beit Bracha (Casa di Benedizione: un centro cristiano di ospitalità che si affaccia sul Mar di Galilea) che ci hanno benedetti con il pranzo e pagandoci spontaneamente la quota di affitto dell’autobus. Ogni persona battezzata ha condiviso la sua testimonianza. Il nostro amico Ted ci ha portato un messaggio e poi abbiamo lodato e avuto comunione gli uni con gli altri.

Questo incontro ha cimentato ancora di più la nostra relazione di amicizia con i fratelli della Beit Bracha che hanno finito per invitarci nuovamente una settimana fa in occasione della festa di Chanukkà/Natale  presso il loro bellissimo centro. Abbiamo particolarmente apprezzato questo periodo di riposo per la nostra famiglia di cui avevamo molto bisogno.

Domani,  primo gennaio, Paz, una giovane donna israeliana che Marianne sta discepolando da più di sei mesi, sarà battezzata nel mare, sulle spiagge di Rishon. Questo è un passo enorme per lei, considerando la sua formazione ebraica tradizionale e siamo immensamente felici che abbia deciso di fare un ulteriore passo avanti per  una consacrazione più profonda a Yeshua.

L’opera tra i bambini: Mentre Micky era all’estero, in Finlandia ha conosciuto alcuni grandi ministeri per bambini ed è tornato profondamente colpito di quanto sia importante il ministero per loro. Infatti, essi hanno bisogno della stessa attenzione, possibilità, stimoli e cura amorevole di quella degli adulti, Alcune settimane fa, Micky si è unito all’insegnante che segue la Scuola del Sabato della nostra comunità per frequentare un seminario di formazione monitori di bambini. Ha acquistato della letteratura interessante che ci può aiutare ad organizzare non solo le classi, ma anche attività di alcuni giorni e altro, per i nostri bambini. Domani avremo un incontro per monitori dove vogliamo iniziare una strategia, cercando di adottare alcuni programmi che Micky ha visto all’estero e reclutare più operai.

Incontri per giovani: dalla fine di novembre, nella nostra mansarda, abbiamo avuto due incontri, il mercoledì sera. Vorremo farli direttamente in casa nostra per dare la possibilità a Marianne, che vuole essere più coinvolta con il gruppo di questa fascia di età, di poter partecipare e contribuire agli incontri. Questo gruppo è formato di circa 8 giovani dai 17 ai 35 anni. I giovani sono la nostra benedizione, come è scritto in Sal. 127, 4-5: «Come frecce nella mano di un prode, così sono i figli della propria giovinezza. Beato l’uomo che ne ha la faretra piena! Essi non saranno confusi quando discuteranno coi loro nemici alla porta».

Insieme abbiamo deciso di studiare il libro degli Atti. Vogliamo  tornare alle radici della chiesa cristiana primitiva per impiantare gli stessi principi in questi giovani che sono la dinamite del futuro.

Nei nostri incontri, abbiamo un tempo di lode e di condivisione su alcuni aspetti del libro degli Atti che stiamo leggendo. Ognuno è chiamato a condividere i propri pensieri. Dopo aver   discusso, preghiamo gli uni per gli altri e ci allietiamo con un piccolo buffet. Finora  queste serate sono state molto incoraggianti e aperte, delle vere perle di metà settimana. Un giorno, nel futuro, questi incontri possono crescere per diventare la chiesa dei giovani.

Alla ricerca di intercessori: abbiamo finalmente trovato una squadra di intercessori profondamente dedicata. Difficilmente abbiamo conosciuto persone che fossero più consacrate alla preghiera di quanto lo siano queste tre donne. Una di loro prega personalmente per noi e lo fa con grande zelo e gioia. Si incontrano un’ora prima del servizio di Sabato per pregano per la celebrazione. Molte volte s’incontrano il venerdì sera. Di sabato, le persone possono scrivere le proprie richieste  per cui sarà pregato durante la settimana. Preghiamo spesso per le necessità della comunità e queste intercessioni gli uni per gli altri ci fanno crescere come famiglia.

Amare quelli col cuore rotto: quando Dio mi parlò di Rishon LeTzion (la città in cui serviamo il Signore) per la prima volta, sulla spiaggia del Mar di Galilea, lo fece attraverso Ezechiele 34, 11-17. Una settimana fa siamo stati molto incoraggiati dalla testimonianza di una donna finlandese. Quando venne da noi, aveva il cuore rotto, era ferita e si sentiva profondamente rigettata. Era in lacrime mentre ci ringraziava della nostra accoglienza e di come l’avevamo aiutata a trovare ristoro. Disse che tornava a casa molto diversa. Per la nostra comunità, la sua testimonianza è stata un esempio di ciò che è la nostra visione per Rishon e per i credenti.

Sopravvissuti dell’Olocausto: con grande gioia, sta crescendo la relazione con il club dei sopravvissuti all’Olocausto di lingua russa che è a Rishon. Cerchiamo di andarli a trovare regolarmente e dopo che hanno visto che ci prendiamo cura di loro provvedendo con soldi per il cibo, medicine e offerte ricevute da varie organizzazioni, stanno iniziando ad avere fiducia in noi.  Continuiamo ad amarli attraverso azioni che con le parole, Due settimane fa, ci hanno invitato ad una cerimonia speciale avvenuta allo Yad VaShem (il Museo del Memoriale dell’Olocausto). Micky ha un legame speciale con lo Yad VaShem perché suo nonno, Alexander Bronowsky, lui stesso sopravvissuto dell’Olocausto, era molto attivo nel Museo, fondò il Giardino dei Giusti tra le Nazioni e donò al Museo la statua di una donna polacca che nasconde un bambino ebreo.

Cibi caldi nel giardino della città: come ben sapete, a noi sta molto a cuore aiutare i bisognosi della città di Rishon. Ora abbiamo deciso di mettere in pratica i nostri pensieri servendo  dei cibi caldi nel giardino della città dove si trovano un bel po’ di poveri,  senza casa. Nella nostra comunità, abbiamo già trovato dei volontari per cucinare e servire questi cibi.

A Gennaio, fisseremo un appuntamento con l’ufficio del nuovo sindaco. Il sindaco uscente ha svolto il suo lavoro nella città di Rishon per 25 anni. Potete dunque immaginare quale evento possa essere stato l’elezione del nuovo sindaco. Preghiamo che il nuovo sindaco possa inserirsi velocemente e che anche noi possiamo trovare in lui un uomo cha abbia a cuore i bisognosi che vogliamo servire.

Lingue: consapevoli del fatto che la maggior parte dei membri della nostra comunità è di madre lingua russa, persone con molto potenzialità, Micky ha deciso di studiare russo per essere loro più vicino e comprendere meglio la loro cultura. Riesce già a comprenderlo abbastanza  grazie al suo retroterra polacco ed ha già preso due lezioni.

Micky ha inoltre iniziato ad insegnare ebraico (già lo faceva nel passato) ad alcuni russi, in particolare ad una coppia del nostro gruppo di lode che ha avuto non poche difficoltà con l’ebraico. Micky desidera metterli in condizione di servire appieno Dio nella nostra comunità, dove l’ebraico è indispensabile, attraverso i doni che hanno.

Risposte di preghiera: Alleluya!

* Dopo un po’ di silenzio da parte sua, Roni, la giovane di cui Marianne sta curando il discepolato, si è nuovamente messa in contatto con noi e vuole incontrarci.
* Alcune settimane fa, durante la nostra celebrazione di Sabato, una giovane coppia israeliana che ci aveva già visitato alcune volte, ha espresso apertamente il desiderio di fare parte della nostra comunità. Questa loro decisione ci ha riempito di una gioia immensa.
* Paz: i suoi passi di fede e il battesimo.

Per favore, pregate con noi:

* Per i nostri fratelli e sorelle nel Signore che vivono a Shderot e Ashkelon. Alcuni di loro, soprattutto molti abitanti di queste città, sono sotto trauma.
* Per il nuovo locale: abbiano già fatto uno schizzo della visione che abbiamo.
* Continuate a pregare per Roni.
* Per la salvezza di Maya. E’ molto vicina a prendere la decisione per Yeshua.
* Per due persone nuove che sono venute alle nostre celebrazioni: Evgeni e Eliyezer.
* Per l’incontro con il nuovo sindaco.
* Per il processo di naturalizzazione di Marianna che dovrebbe concludersi il prossimo mese. Pregate, per favore, per protezione. L’organizzazione anti-missionaria Yad L’achim, nei mesi scorsi, è stata molto attiva contro i credenti e non si può mai sapere quali informazioni possono dare riguardo a noi.

Che il Signore possa benedirvi in questo nuovo anno!

Michael, Marianne, Roi e Lia

Foto Comunità Pastore Micky Yaron

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Il mandato

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il mandato

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A casa dal Pastore

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A casa dal Pastore

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comunità

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In missione in Corea

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A Roma

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Essere ebrei e credere in Gesù

di Silvia Baldi Cucchiara[1]


Identità ebraica e fede in Gesù: un contrasto inconciliabile?


Per richiedere il testo integrale dell’estratto: info@ghesher.it


Frydiand afferma che sebbene i messianici siano un piccolo numero, costituiscono una sfida per le autorità spirituali e secolari ebraiche, per il loro riconoscimento in quanto ebrei.[2]

Nel suo articolo, Frydiand insiste particolarmente sul problema reale del riconoscimento dell’identità giudaica degli ebrei messianici da parte delle autorità spirituali e secolari ebraiche, tradizionalmente avverse a quella che generalmente è ritenuta una questione inconciliabile, un ossimoro, cioè una contraddizione nei termini. Il problema della conciliazione tra fede in Yeshùa e identità ebraica, talvolta vissuto come un vero e proprio dramma, va, a mio avviso, contestualizzato in particolar modo per gli ebrei messianici della diaspora, come vedremo in modo più approfondito, prendendo in esame Tradito!, testo fondamentale nella letteratura messianica, presente anche nell’editoria evangelica italiana. In effetti, la situazione per gli ebrei messianici che vivono in Israele è leggermente diversa. L’ebreo della diaspora, di per sé, fatica maggiormente a mantenere e fare accettare la propria identità, figuriamoci se a questo deve aggiungere di essere un messianico, cioè un credente in Yeshùa.

Diversamente accade all’ebreo israeliano che vivendo sicuro nella sua identità e nazionalità conclamata, forte della sua appartenenza, può permettersi il lusso di aderire a scelte personali di fede, anche se contrastate dalla maggioranza. Al di là di questa problematica, ritengo molto più costruttivo, vista la peculiarità della realtà italiana in cui la presenza ebraica è di gran lunga minoritaria rispetto a quella cristiana, focalizzare l’attenzione sulla sfida che il movimento messianico costituisce, non tanto per le comunità ebraiche ma piuttosto per il mondo cristiano in generale, mettendo in discussione quelli che sono stati per millenni fondamenti teologici e soprattutto, avviando una rilettura del Nuovo Testamento che parta autenticamente dalla propria radice.

Il movimento messianico inteso come il formarsi di numerose assemblee di ebrei credenti in Yeshùa, separate dalle chiese tradizionali, cioè non assorbite da queste ultime, è dunque un fenomeno di recente formazione,[3] intimamente connesso alla ritrovata libertà e all’autonomia di identità che gli ebrei hanno saputo conquistarsi in particolare con la fondazione dello Stato d’Israele. Fino al 1948, gli ebrei sparsi nei vari paesi di tutto il mondo erano assoggettati o comunque sottoposti ai regimi degli Stati in cui vivevano. Quando accadeva che un ebreo riconoscesse la messianicità di Gesù, questi veniva immediatamente fagocitato nelle chiese già istituzionalizzate, presenti in quel dato paese. Ciò avveniva sin dal medioevo, come si legge nella storia di Ermanno, solo per prendere un esempio, ebreo della Germania nord occidentale che nel XII secolo, a seguito di una rivelazione personale, diventa sacerdote dell’ordine dei premostratensi.[4]

Ma questo genere di conversioni è ciò che è continuato ad accadere fino ai nostri giorni. Basti pensare alla travagliata e non poco scomoda figura di Israel Zolli che, nel 1945, decise di diventare cattolico dopo essere stato rabbino della comunità israelitica di Roma negli anni terribili della Shoà.[5] Per citare solo un nome, che compare nella lista di esponenti delle comunità israelitiche tra coloro che ricoprirono cariche importanti nella politica e nell’esercito, all’inizio del Novecento, ricordiamo il barone Sidney Sonnino, anglicano ma ebreo da parte paterna, che nel 1906 fu nominato Presidente del Consiglio, dopo essere stato ministro delle Finanze e degli Esteri.[6] Infine pensiamo ad un altro caso, certamente eccezionale, quello dell’ebreo Bruno Hussar, fondatore, in Israele, del villaggio della pace, Newé Shalom, che nel 1950 fu ordinato sacerdote dell’ordine dei domenicani.[7]

Ricordiamo anche alcuni eccellenti studiosi della Bibbia, di origine ebraica, che, come tali, hanno arricchito la letteratura biblica, soprattutto nel XIX secolo, in ambito anglo-tedesco: Alfred Edersheim (1825-1889) che scrisse The Life and Times of Jesus the Messiah (1883-1889); F.J. Delitzsch (1813-1890), che, con C.F. Keil, produsse forse il migliore commentario sull’intero Antico Testamento, in 10 grandi volumi, ancora molto apprezzati; ed H.L. Ellison.

Tranne alcune rare eccezioni di compenetrazione armoniosa tra l’identità ebraica e la fede in Gesù, si è trattato in genere di ebrei che per rimanere fedeli ad una più o meno discutibile scelta personale erano costretti, in questo caso non dagli uomini ma dalla situazione sociale, a rinunciare alla propria identità. Le conseguenze dolorose si riflettevano non solo sulla persona stessa ma sull’intera comunità israelitica che subiva la scelta del confratello come un tradimento.

In questo senso, la nascita del movimento messianico ha aperto una nuova strada all’interno del mondo ebraico. Non che sia del tutto scomparso il concetto di tradimento, ma certamente la comunità messianica ha permesso che se ne attenuasse grandemente il peso proponendosi come autentica alternativa.

Come ai tempi di Gesù, quando il mondo ebraico si presentava estremamente dinamico e sfaccettato, con tanti gruppi diversificati, non di rado in contrasto tra loro ma tutti comunque riconducibili nella loro matrice alla stessa natura giudaica (gruppi degli zeloti, degli esseni, dei sadducei e dei farisei), così anche oggi potremmo dire che il panorama ebraico sia molto simile a quel lontano periodo per la varietà di gruppi esistenti, alcuni assolutamente inconciliabili tra loro (riformati, conservatori, ashkenaziti, sefarditi, chabad, lubavitch, ecc). Tra questi, il gruppo messianico può definirsi, a pieno titolo, una sezione nella multiforme espressione del giudaismo contemporaneo.

[1] Silvia Baldi, Israele e il movimento messianico in Italia attraverso uno sguardo all’editoria cristiana evangelica italiana dal Duemila, in “Chi ha sprezzato il giorno delle piccole cose?”, A Domenico Maselli, Professore, Deputato, Pastore, pp. 649-690, E.P.A. Media, Aversa2007

[2] Rachmiel Frydiand, Why Messianic Jews?, http://www.menorah.org/mjews.html

[3] L’evangelista Carlo Antonio Zenini, nel 1897, parlava dell’esistenza in Palestina di alcune chiese di Giudei messianici, ebrei che pur riconoscendo la messianicità di Gesù di Nazaret mantenevano inalterata la propria cultura giudaica. Lettera di Carlo Zanini al professor Giuseppe Jaré, rabbino capo di Ferrara, L’Italia Evangelica, XVII/42, 16 ott. 1897, p. 332.

[4] Jean-Claude Schmitt, La conversione di Ermanno l’Ebreo. Autobiografia, storia, finzione, Editrice Laterza, Roma-Bari 2005

[5] Judith Cabaud, Il rabbino che si arrese a Cristo, San Paolo, Milano 2002.

[6] Mario Avagliano, Ebrei e fascismo, storia delle persecuzioni, «Patria Indipendente», n. 6, Roma, 23 giugno 2002.

[7] Bruno Hussar, Quando la nube si alzava, trad. it., Marietti, Genova 1996.


Sul nome di Gesù

di Silvia Baldi Cucchiara[1]


Gesù in ebraico: Yèshu o Yeshùa?

Per richiedere il testo integrale dell’estratto: info@ghesher.it


Sull’importanza del nome del Messia e sul fatto che sia pronunciato in ebraico vale lo stesso rigore ed assoluta riverenza che l’ebraismo nutre nei confronti di ogni nome, primo fra tutti, quello dell’Eterno. «Il nome è per l’ebraismo l’essenza dell’identità spirituale»[2] ed esprime il senso della propria esistenza. Del resto nessuna traduzione di Yeshùa è capace di esprimere la forza contenuta nel radicale ebraico, Y-Š-‛, salvezza appunto, unito al prefisso YH che indica il nome dell’Eterno.[3] Infatti, solo in ebraico il nome del Messia Yeshùa, reso Gesù in italiano, Jesus in inglese, francese e spagnolo, mantiene le caratteristiche essenziali del suo significato.

Riguardo al nome del Messia vale la pena mettere in luce un’importante questione, partendo da una domanda: come si pronuncia esattamente il nome del Messia Gesù in ebraico.

Chiunque si sia trovato in terra di Israele può facilmente avere notato che gli israeliani in generale, con l’unica eccezione dei messianici, non chiamano Gesù Yeshùa, con il conseguente ed evidente impatto linguistico sopra evidenziato, ma Yèshu. Solo gli ebrei messianici esprimono correttamente il nome. Invece, per gli altri israeliani è entrato in uso comune, erroneamente, il secondo termine senza che peraltro ne siano conosciuti l’origine ed il significato.

I messianici stessi spiegano che Yèshu è l’acrostico[4] di Yimach Shemò, che significa, il suo nome sia cancellato. Affermano David e Nadia Sciunnach in un contesto più generale riguardo all’importanza della scelta dei nomi:

«Se vogliamo sottolineare che qualcuno nella vita è stato negativo diciamo Imachshemò: che il suo nome sia cancellato. Non si tratta di un’eliminazione della persona stessa, ma è il sottolineare che essa non ha avuto un’evoluzione spirituale, e non ha aiutato il mondo a progredire, a elevarsi».[5]

Secondo il Libro degli Atti, ai capp. 3-4, gli apostoli ebrei Simon Pietro e Giovanni, trovandosi nel tempio per l’ora della preghiera e visto il grave bisogno di un uomo zoppo fin dal grembo di sua madre, operarono per lui un miracolo nel nome di Yeshùa Ha-Mashiach mi-Natzeret, Gesù il Cristo di Nazaret.[6] Il popolo vide e riconobbe lo zoppo guarito entrare nel tempio «camminando, saltando e lodando Dio»[7] e Pietro, preoccupato che le persone credessero che il miracolo fosse stato compiuto per la propria potenza o pietà, spiegò invece al popolo che ciò era potuto avvenire solo grazie alla fede nel nome di Yeshùa:

«Il suo nome ha fortificato quest’uomo, che voi vedete e conoscete; e la fede che si ha per mezzo suo, gli ha dato questa completa guarigione, in presenza di tutti voi».[8]

In Atti 4, 1, è scritto che

«mentre essi parlavano al popolo, sopraggiunsero i sacerdoti, il comandante del tempio e i sadducei» che li gettarono in prigione fino al giorno seguente quando, riunito il sinedrio, «i loro capi, gli anziani e gli scribi si radunarono in Gerusalemme, insieme con Anna, sommo sacerdote, e con Caiafa, Giovanni, Alessandro e tutti quelli che appartenevano alla parentela del sommo sacerdote. E fatti comparire là in mezzo Pietro e Giovanni, domandarono loro: “Con quale potere o in nome di chi avete fatto questo?”».[9]

Ciò che Pietro aveva precedentemente dichiarato nel tempio in presenza del popolo, veniva nuovamente annunciato con franchezza davanti al sinedrio:

«Sia noto a tutti voi e a tutto il popolo d’Israele che ciò è stato fatto nel nome di Yeshùa Ha-Mashiach mi-Natzeret, Gesù il Cristo di Nazaret»,[10] sottolineando, sempre a proposito del nome, che «in nessun altro vi è la salvezza, poiché non c’è alcun nome sotto il cielo che sia dato agli uomini, per mezzo del quale dobbiamo essere salvati».[11]

Arrivò dunque il momento in cui il sinedrio si ritirò per consultarsi riguardo ai fatti esposti e soprattutto a seguito delle tremende dichiarazioni di Pietro e, poiché il segno evidente della guarigione dello zoppo non si poteva negare, fu imposto agli apostoli

«con severe minacce di non parlare più a nessun uomo in questo nome… di non parlare affatto, né di insegnare nel nome di Yeshùa»[12].

Evidentemente non toccati da queste minacce ma soprattutto preoccupati di ubbidire a Dio piuttosto che agli uomini, Pietro e Giovanni tornarono dai loro ed insieme ripresero ad andare al tempio insegnando in questo nome. La situazione precipitò nuovamente, il Sommo Sacerdote con il resto dei sadducei li percossero ancora e furono gettati in prigione. A questo seguì la fuga miracolosa dalla prigione ad opera di un angelo del Signore che aprì loro le porte cosicché, recidivi, tornarono nel tempio ad ammaestrare il popolo. Il comandante del tempio li ricondusse al sinedrio, questa volta senza far loro violenza per paura che il popolo si rivoltasse contro le guardie e, nuovamente portati in tribunale, furono interrogati dicendo:

Non vi abbiamo severamente proibito di insegnare in questo nome? … E deliberarono di ucciderli. Ma un certo fariseo, di nome Gamaliele, un dottore della legge onorato da tutto il popolo si alzò in piedi dicendo … “State alla larga da questi uomini e lasciateli stare, perché se questo progetto o quest’opera è dagli uomini sarà distrutta, ma se è da Dio, voi non la potete distruggere, perché vi trovereste a combattere contro Dio stesso!”. Ed essi diedero ascolto. E chiamati gli apostoli, li batterono e comandarono loro di non parlare nel nome di Yeshùa; poi li lasciarono andare. Così essi si allontanarono dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere vituperati nel nome di Yeshùa. E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di insegnare e di annunciare Yeshùa Ha-Mashiach, Gesù il Cristo.[13]

Su questo reiterato ammonimento da parte delle istituzioni religiose ebraiche del tempo affinché non venisse pronunciato il nome del Messia, si sarebbe divulgato l’acrostico di Yimach Shemò, Yèshu, che è diventato l’appellativo dispregiativo assegnato all’ebreo Yeshùa.

È importante sottolineare che gli israeliani in generale, non essendo a conoscenza di questa origine, usano oggi l’appellativo semplicemente perché è quello comune a tutti. Uno dei compiti dei messianici, per esempio, è di correggere questa adulterazione e diffondere il nome giusto e corretto senza con questo volere imporre una fede che come tale resta una scelta di dominio assolutamente personale.

[1] Silvia Baldi, Israele e il movimento messianico in Italia attraverso uno sguardo all’editoria cristiana evangelica italiana dal Duemila, in “Chi ha sprezzato il giorno delle piccole cose?”, A Domenico Maselli, Professore, Deputato, Pastore, pp. 649-690, E.P.A. Media, Aversa 2007

[2] Rav David e Nadia Sciunnach, Il nome, una scelta casuale?, Edizione Koiné, Milano 2003, p. 10.

[3] In epoca antica, il nome Yeshua’ era abbastanza comune, ricorre infatti più volte nei libri di Ezra e Nehemia. Si tratta appunto di una forma evoluta, contratta del nome Yehoshua’ (Giosuè). Il processo avvenuto può essere paragonato all’evoluzione moderna del nome Giuseppe in Pino.

[4] «Sinonimo di sigla, qualora le iniziali delle parole componenti diano origine a un vocabolo di senso compiuto: APE (Associazione per la Propaganda Editoriale)», Giacomo Devoto, Gian Carlo Oli, Dizionario della Lingua Italiana, Le Monnier, Firenze, 1971, p. 34.

[5] Sciunnach, Il nome, cit., p. 14.

[6] Libro degli Atti 3, 6. Testo ebraico: The Holy Scriptures, Hebrew and English, I.A.D.B.W and B.S..I Jerusalem, 1997.

[7] Libro degli Atti 3, 8.

[8] Ivi 3, 16.

[9] Ivi 4, 5-7.

[10] Ivi 4, 10.

[11] Ivi 4, 12.

[12] Ivi 4, 16-17.

[13] Ivi 5, 28-42.


Gli Ebrei messianici

di Silvia Baldi Cucchiara[1]

 

Il giudaismo messianico: alcune definizione

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    Consapevole di non poter affrontare in modo completo una questione tutt’altro che conclusa, credo si possa peraltro definire il movimento messianico come:

 

«Biblicamente fondato, costituito da persone che si definiscono ebree impegnate e che riconoscono in Yeshùa, Gesù, il Messia ebreo di Israele, di cui rendono testimonianza la Legge di Mosè ed i Profeti».[2]

 

   Secondo The Union of Messianic Jewish Congregations, «il Giudaismo Messianico è un movimento  di congregazioni ebraiche e comunità intese come gruppi dedicati a Yeshùa, il Messia, che riconoscono la responsabilità del Patto nella vita ebraica e l’identità radicata nella Torà, espressa nelle tradizioni, rinnovata e applicata nel contesto del Nuovo Testamento».[3]

 

   Karl D. Baca sottolinea il legame nazionale di ciascun ebreo alla propria identità mettendo in risalto che, come un canadese non cessa di rimanere tale pur riconoscendo in Yeshùa il Messia, tanto più ciò vale per un giudeo, che per eredità nasce di nazionalità giudaica e che per scelta entra in un rapporto personale con il suo creatore, o come egli stesso definisce «nella pienezza della relazione personale con D-o»,[4] per mezzo della fede nel sacrificio espiatorio del Messia.

 

    Vano è il tentativo di determinare in modo assolutamente univoco il movimento messianico. Infatti, poiché di stampo giudaico, ha in sé un carattere dominante, tipico di ogni movimento che nasca in seno al giudaismo: quello di essere multiforme, variegato, direi volutamente non classificabile in un blocco monolitico.  Resta peraltro chiara la possibilità di far risaltare alcuni elementi comuni, come abbiamo evidenziato, nel riconoscimento di Yeshùa quale Messia di Israele e delle nazioni, nella difesa dell’identità ebraica e nel diritto ad esistere della nazione di Israele.

 

   L’Unione delle Comunità Ebraiche Messianiche, ad esempio, sostiene l’esistenza della patria ebraica in Israele, il diritto della nazione di Israele ad esistere all’interno di confini sicuri e fidati, il diritto di ogni israeliano di vivere in libertà senza la minaccia del terrorismo. Noi affermiamo, in modo risoluto, il legame storico tra il popolo ebraico e la terra di Israele, secondo la promessa divina di dare ai discendenti di Abrahamo, Isacco e Giacobbe  la terra di Israele come eredità permanente.[5]

 

   Secondo Rachmiel Frydiand, tra i quattordici milioni di ebrei sparsi in tutto il mondo, vi è un gruppo di circa ventimila o trentamila persone, nate ebree, che crede nella Torà e nel resto del Tanakh e che pratica le tradizioni della religione ebraica, e che crede inoltre – così si esprime letteralmente Frydiand – in Gesù. Alcuni di loro, se non la maggior parte, preferiscono chiamarlo secondo il suo nome ebraico di origine, Yeshùa,[6] esprimendo appieno, in tal modo,  la radice linguistica del termine, che vuol dire salvezza, e il significato del nome proprio: Dio salva.

 

 

 

[1] Silvia Baldi, Israele e il movimento messianico in Italia attraverso uno sguardo all’editoria cristiana evangelica italiana dal Duemila, in “Chi ha sprezzato il giorno delle piccole cose?”, A Domenico Maselli, Professore, Deputato, Pastore, pp. 649-690, E.P.A. Media, Aversa 2007

[2] Messianic Jewish Alliance of America: http://www.mjao.org/

[3] The Union of Messianic Jewish Congregations : http://www.umjc.org/

[4] http://www.cmy.on.ca/giudaismomessianico.htm

[5] The Union of Messianic, cit.

[6] Per una lettura più facile, si è preferito trascrivere il termine ebraico in Yeshùa anziché  Yeshua‘.