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Si accettano richieste di gruppi, scuole e persone singole che desiderano effettuare la visita.
Conoscere la storia degli ebrei in Italia: visita della Sinagoga e del Museo Ebraico di Firenze, in Via Farini 4.

Come facciamo in modo continuativo, sono aperte le iscrizione per la visita alla Sinagoga e al Museo Ebraico della Comunità di Firenze. La Sinagoga è uno degli edifici cultuali ebraici tra i più belli e importanti del mondo. Attraverso un’appassionante visita è possibile ripercorrere le tappe principali della storia degli ebrei in Italia dalla sua origine (I sec a. C.) ai nostri giorni e comprendere l’importanza di approfondire le radici ebraiche della fede cristiana.
Durata visita: 2 ore circa con guida
Per prenotazioni e informazioni, scrivere a info@ghesher.it o tel. 348-5936637

Shalom dalla Sinagoga di Firenze

Romolo e Myriam Giovanardi  - Chiesa “Fonte di Vita” Modena
Questo termine “Shalom”, davvero intraducibile per la profondità e l’ampiezza dei significati che racchiude in sé, ha assunto una valenza speciale per un gruppo di Modena proveniente dalla congregazione “Fonte di Vita” e un gruppo di Arezzo, circa 90 persone in totale, durante una visita alla Sinagoga e al Museo ebraico di Firenze, nel giorno di pasquetta.A lungo se ne è parlato nella nostra comunità, a lungo abbiamo atteso il momento di giungere alla Sinagoga, ma mai avremmo immaginato le meraviglie che il Signore aveva in serbo per noi!Appena abbiamo messo piede all’interno dell’area in cui si erge la splendida Sinagoga di Firenze, l’esemplare più   bello di tutta Europa, si è avvertita un’ atmosfera di  profonda pace.Silvia Baldi Cucchiara che ci ha accompagnato nella visita e l’ha preparata insieme al marito Enzo in tutti i suoi dettagli, ci ha presentato subito il Segretario della Comunità, Emanuele Viterbo. E’ uscito dal suo ufficio ed è venuto verso di noi con un sorriso invitante, lo abbiamo accolto con un corale “Shalom” al quale ha risposto restituendoci uno “Shalom “ che sulle labbra di un ebreo suona pieno dei significati compresi in questo termine.Abbiamo visto lapidi di caduti per la Patria durante la prima guerra mondiale e una seconda grande lapide con un elenco innumerevole di nome di ebrei deportati e morti durante la Shoà!Il contrasto è risultato evidente e stridente, ebrei morti per la Patria e dalla stessa Patria fatti uccidere!!!Entrati nella Sinagoga i nostri occhi si muovono con stupore vedendone la grandiosità  e la bellezza.Silvia inizia per noi un percorso storico che parte dall’epoca pre-cristiana fin quasi ai nostri giorni e tale e tanta è la sua passione e il suo amore per il Popolo eletto che veniamo rapiti dalle sue parole e vediamo la storia di questo Popolo dispiegarsi davanti ai nostri occhi. Umberto, un consigliere della Comunità, aggiunge una serie di interessanti annotazioni a quanto Silvia dice e ci  segnala che, all’interno del Museo vedremo il suo certificato di nascita sul quale con una penna rossa è scritto: “Di razza ebraica!!”.Poi l’attenzione si sposta sui significati degli arredi all’interno della Sinagoga, seguiamo Silvia ai piani superiori ove sono esposti preziosi Rotoli della Legge, arredi, e una  piccola stanza nella quale riviviamo l’orrore che l’antisemitismo ha provocato soprattutto negli anni  bui del secolo scorso.Silvia insiste sulla necessità di conoscere per non dimenticare e per potere opporre validi argomenti a chi ancora, in modo sottile, cerca di instillare piccoli semi di antisemitismo!L’amore per Israele è un esito inevitabile dell’amore che il credente ha per Dio! Il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe; il Dio di Israele!Scendiamo poi verso una sala  e abbiamo il privilegio di consumare il pranzo pasquale!Ci aspettavamo cibi poco gustosi al nostro palato disabituato e invece abbiamo goduto di una mensa varia, abbondante e deliziosa. E’ stato anche servito vino speciale  che ci ha sorpreso per il sapore pieno e diverso dagli altri vini che conosciamo!Simcha, titolare del ristorante ebraico, ci ha servito con rapidità e destrezza. Ci ha parlato della Pasqua ebraica, del fatto che le vettovaglie che avevamo davanti vengono usate solamente una volta all’anno durante il periodo pasquale. La sua disponibilità ha spinto qualcuno a chiedergli  quale fosse la sua nazionalità. Ha risposto con un detto dei Padri (Pirchei Avot): Akavya figlio di Mahalei diceva alla richiesta: “ Da dove sei venuto?”: “Da una goccia putrida” e alla richiesta “Dove vai?” “Verso un luogo di polvere, vermi e lombrichi” e: “dinanzi a chi dovrai rendere conto delle tue azioni?”  “Davanti al Re dei re, il Santo benedetto Egli sia”; ha poi aggiunto che la nazione da cui proviene    è la repubblica Ceca!Poi, all’improvviso si è affacciato sulla porta, sorridente,  Yosef Levi Rabbino della Comunità ebraica di Firenze e, nell’atmosfera del luogo, succede qualcosa di straordinario che ci ricorda un verso del Cantico dei Cantici: “Levati aquilone, e vieni, austro, soffia sul mio giardino e i suoi aromi si effondano! Entri il mio diletto nel mio giardino e ne mangi i frutti squisiti”.Gioia, canti in ebraico, battiti di mani e un’atmosfera meravigliosa di amore, di rispetto reciproco e di grande, grande pace.Mai ci saremmo aspettati un’accoglienza così calorosa e ringraziamo il Signore per l’amore che il Rabbino ci ha dimostrato e anche per avergli potuto esprimere tutto l’amore che la nostra Comunità “Fonte di Vita” di Modena nutre per il popolo ebraico.Il Pastore della comunità, Romolo Giovanardi, ha ringraziato il Rabbino per la sua presenza e per l’accoglienza e in ebraico gli ha detto: “Adon Hu neeman ve yevarekh mi she mevarekh  et Israel” “Il Signore è fedele e benedice coloro che benedicono Israele”.Prima di lasciarci il Rabbino Yosef Levi ci ha benedetto  dicendo: “Dio di Abramo di Isacco e di Giacobbe, grazie per questo incontro, grazie per questi cibi, benedici il nostro essere insieme!”.Usciamo dalla Sinagoga quasi frastornati per quanto il Signore ha operato donandoci una giornata indimenticabile. Dopo un rapido giro turistico per Firenze lasciamo Silvia ed Enzo, preziosi collaboratori di Dio per promuovere l’amore dei cristiani per il Suo Popolo e torniamo verso Modena  condividendo a turno le meraviglie della giornata!

Le mie impressioni personali sull’ escursione alla sinagoga di Firenze

Giorgia Guadagni, anni 13
L’ otto Dicembre con la mia comunità di Massa, sono andata a visitare  la sinagoga a Firenze e lì ad attenderci c’era la Dott.ssa Silvia Baldi che ci ha letto il Salmo 125 spiegandoci l’importanza della preghiera per Israele, accompagnandoci alla scoperta delle origini del popolo ebraico in Italia, fornendoci informazioni anche sull’architettura della sinagoga e guidandoci nel meraviglioso museo posto in essa.
E’ stato bellissimo scoprire la storia degli Ebrei in Italia e venire alla conoscenza che le prime regioni che loro abitarono erano quelle meridionali ( Sicilia,Campania, Calabria…), ma la più antica comunità ebraica in Europa è quella di Roma.
Tra i temi trattati nella mattinata quello che mi ha colpito di più è stato scoprire il significato della parola ghetto, che deriva da una terminologia veneziana; però ho anche scoperto che il ghetto nasce per indicare il quartiere della città in cui gli ebrei erano costretti ad abitare, rinchiusi durante la notte…quando cresceva la popolazione, le case , che molte erano piene, dovevano essere rialzate sempre di più. Il ghetto era caratterizzato da strade strette e case alte e affollate. Sono rimasta sconvolta perche gli Ebrei da questo luogo non potevano uscire. I cancelli venivano chiusi al tramonto e riaperti all’alba. Durante le ore buie gli Ebrei non potevano allontanarsi dal ghetto e per uscire dovevano avere un visto…o essere contrassegnati da un distintivo! Ho imparato che nel 500 a Firenze Cosimo I discendente della Famiglia Medici per avere il titolo di Granduca dovette scendere al compromesso con papa Pio V che gli  avrebbe favorito e riconosciuto questo titolo in cambio della costruzione di un ghetto a Firenze, qui gli Ebrei furono isolati e addirittura Cosimo I fece una legge che imponeva alla comunità ebraica di non  svolgere professioni e di commerciare al di fuori di esso. Ho visto nel museo fotografie di Firenze antica e dove il ghetto era situato, cioè in pieno centro vicino a Piazza Duomo, ma il primo ghetto fu costruito nella zona chiamato MERCATO VECCHIO. Ma gli ebrei erano dei grandissimi e bravissimi commercianti e finalmente i Medici si sono resi conto della loro importanza e gli hanno ripermesso di abitare liberamente a Livorno porto nuovo della Toscana.
E’ stata una giornata molto interessante e piena di scoperte…e a proposito di scoperte, a scuola si studia che nel 1492 Cristoforo Colombo scopre le Americhe, ma in quanti sanno che nello stesso anno ci fu la cacciata degli Ebrei dalla Spagna??? La Spagna divenuta cattolica, obbligò agli Ebrei di convertirsi, quelli che si convertivano gli veniva garantito un privilegio economico e incarichi prestigiosi, ma in segreto continuavano a celebrare i loro riti giudaici per esempio il rispetto del sabato, il non mangiare carne di maiale….quelli che non si convertivano venivano perseguitati e molti messi a morte, moltissimi immigrarono rinunciando ai loro beni! In quel tempo anche gli Ebrei che abitavano in Sardegna e Sicilia furono cacciati perche queste due regioni appartenevano alla Spagna….molti andarono in Portogallo….alla fine ho capito che i luoghi e le nazioni che hanno ospitato il popolo di Dio gli Ebrei, se durante la loro permanenza fiorivano dal punto di vista politico, sociale, economico… una volta mandati via  queste nazioni come il nostro meridione si impoverivano….

Alle radici della fede

Guardare avanti traendo fresca linfa dalle nostre radici: con questa esortazione -ripresa dal discorso del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia- è iniziata la visita alla Sinagoga e al museo ebraico di Firenze, da parte di un gruppo in maggior misura composto da cristiani evangelici, tra cui diversi Pastori, visita svoltasi proprio nell’ottica di andare alle radici della fede cristiana, che non possono esulare da quella ebraica.
Della comunità di Firenze si può notare la forte integrazione con la cultura e la società: le abitazioni non sono più raggruppate in un quartiere, ma distribuite in tutta la città; lo stile architettonico della Sinagoga, iniziata nel 1874, sia pure moresco, arabeggiante all’esterno, richiama, all’interno, le cattedrali occidentali; inoltre, sempre all’interno della Sinagoga, vi sono elementi che fanno parte della cultura europea e appartenenti al rito cristiano come, ad esempio, l’organo. Tutto ciò evidenzia la dinamicità del mondo ebraico, ben lungi dall’essere un blocco monolitico.
Una particolarità che colpisce è l’assenza di immagini sia all’interno che all’esterno della Sinagoga, mentre la vera protagonista è la Scrittura, come abbiamo potuto notare dai paramenti sacri (che non hanno limite di suntuosità) custoditi nel museo.
Il museo conserva molti altri oggetti appartenenti alla tradizione ebraica nonché una galleria fotografica che testimonia la presenza, in passato, del ghetto a Firenze di cui è stata fatta una ricostruzione miniaturizzata in legno. Queste immagini ci ricordano che la storia lunga e tormentata del popolo ebraico non è lontana da noi. È una storia che aiuta a riflettere, a porsi interrogativi importanti, a confrontarsi, ad andare alle radici della nostra fede traendone energia e vitalità per guardare verso il futuro.
Articolo di Cecilia Bragagna


2 Responses so far.


  1. Elio Milazzo scrive:

    Con mia moglie abbiamo fatto questa visita alla Sinagoga di Firenze già altre due volte. Stimiano che oltre a tanti altri risultati sia utile a demolire tanti erronei pregiudizi recepiti e coltivati incoscientemente da tante persone. Buon lavoro!

  2. Noemi scrive:

    Un’esperienza da fare!!
    Pace a voi tutti!

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